Trump al VAR e Messi con gli USA: i meme più esilaranti sul caso Balogun

Trump al VAR e Messi con gli USA: i meme più esilaranti sul caso Balogun
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Prima il cartellino rosso. Poi la telefonata. Poi la squalifica congelata. Poi, inevitabilmente, i meme. Il caso Balogun, già esploso sul piano sportivo e politico, ha trovato sui social il suo tribunale più feroce: quello dell'ironia. Perché se la FIFA sospende la squalifica di un giocatore espulso, se Donald Trump conferma di aver parlato con Gianni Infantino, se il presidente del Paese ospitante entra pubblicamente in una vicenda disciplinare del Mondiale, il web non può restare a guardare. E infatti non lo ha fatto.

Nel giro di poche ore, X, Instagram e TikTok si sono riempiti di fotomontaggi, battute e immagini surreali che hanno trasformato una vicenda regolamentare in un fenomeno virale di portata globale.

La valanga social: da Trump al VAR a Messi con la maglia a stelle e strisce

L'immaginario collettivo degli utenti ha attinto a piene mani dalla cultura pop e dal calcio stesso per raccontare l'assurda vicenda. Tra i meme più gettonati spopola la figura di Donald Trump nei panni dell'arbitro o dell'addetto al VAR, con tanto di cellulare in mano mentre "revisiona" le immagini per ordine presidenziale. E ancora, fotomontaggi che ritraggono Lionel Messi con la maglia degli Stati Uniti, quasi a prefigurare un futuro (improbabile) con la stella argentina che si unisce al "Team USA" per beneficiare del trattamento di favore.

L'ironia si è scatenata anche sul ruolo di Gianni Infantino, immortalato in alcuni meme come un cane al guinzaglio o come un esecutore obbediente degli ordini che arrivano dalla Casa Bianca. La narrazione social si è così impadronita della vicenda, trasformando un episodio di cronaca sportiva in una satira grottesca del potere e dei presunti favoritismi che avrebbero permesso a Balogun di scendere in campo contro il Belgio.

Le basi di un caso che ha fatto il giro del mondo

Il terreno fertile su cui sono atterrati questi meme è noto: Folarin Balogun, attaccante statunitense del Monaco, era stato espulso con rosso diretto nella gara dei sedicesimi contro la Bosnia Erzegovina per un intervento giudicato pericoloso su Tarik Muharemovic. Un'espulsione che, regolamento alla mano, avrebbe comportato una squalifica automatica per l'ottavo di finale contro il Belgio, come del resto già accaduto per altri calciatori in questo stesso Mondiale. Ed è qui che la vicenda prende una piega inaspettata.

Donald Trump ha confermato in conferenza stampa di aver parlato con il presidente della FIFA, Gianni Infantino, per chiedere una revisione del provvedimento: "Sì, ho chiesto una revisione alla FIFA. Ho parlato con un uomo molto rispettato (Gianni Infantino), per cui il livello di rispetto è aumentato di dieci volte", ha dichiarato il presidente americano.

L'articolo 27 e la "probation" di un anno

La risposta della FIFA non si è fatta attendere: la squalifica di Balogun è stata sospesa in applicazione dell'articolo 27 del Codice Disciplinare, che consente all'organo giudicante di sospendere l'esecuzione di un provvedimento disciplinare. Nello specifico, la sanzione è stata congelata per un periodo di prova di un anno: se Balogun commetterà un'infrazione di natura e gravità analoghe in questo lasso di tempo, dovrà scontare la partita di squalifica rimasta in sospeso.

Sebbene la FIFA abbia rivendicato l'indipendenza dei propri organi giudicanti, con Infantino che ha dichiarato di aver ricevuto la telefonata di Trump ma di rispettare l'autonomia delle decisioni, la tempistica e la natura del caso hanno scatenato un putiferio. La Federcalcio belga ha immediatamente presentato ricorso, giudicato poi "inammissibile" dalla FIFA in quanto il Belgio "non è parte del procedimento", mentre l'ex ct Rudi Garcia ha definito la vicenda un "pesce d'aprile".

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