Peppino di Capri, l'eredità ai tre figli: esclusa la prima moglie Roberta Stoppa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scomparsa di Peppino di Capri, avvenuta oggi all'età di 87 anni nella sua amata isola, apre il capitolo della successione per un patrimonio che, come spesso accade per artisti del suo calibro, non è solo fatto di beni materiali ma anche di un immenso lascito immateriale, fatto di diritti d'autore e di un'immagine pubblica costruita in oltre sessant'anni di carriera.
Il cantante, pseudonimo di Giuseppe Faiella, non ha lasciato testamento, e per questo la legge italiana traccia un percorso chiaro e lineare per la ripartizione dei suoi averi tra gli eredi legittimi, che si identificano nei tre figli avuti dalle sue due mogli. La prima moglie, Roberta Stoppa, sposata nel 1961 e da cui ha avuto il primogenito Igor, è stata esclusa dalla successione a causa dell'avvenuto divorzio, un passaggio fondamentale che sancisce la sua estraneità al lascito.
Chi sono i tre eredi di Peppino di Capri
La successione si apre quindi esclusivamente a favore dei figli: Igor, nato nel 1970 dal matrimonio con Roberta Stoppa, e i secondogeniti Edoardo e Dario, nati rispettivamente nel 1981 e nel 1986, avuti dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019 dopo una lunga malattia. Sebbene le scelte di vita dei tre eredi siano profondamente diverse, la legge non fa distinzioni tra figli legittimi e naturali, garantendo a tutti una quota uguale del patrimonio paterno.
Igor, il maggiore, ha sempre mantenuto un profilo estremamente riservato, lontano dai riflettori del mondo dello spettacolo, a differenza dei fratelli che hanno invece intrapreso carriere artistiche. Edoardo, musicista come il padre, ha studiato al prestigioso Berklee College of Music e ha collaborato con lui in diverse occasioni, mentre Dario, che si è fatto conoscere come attore con lo pseudonimo Dario Castiglio, ha poi abbandonato le scene per dedicarsi al turismo di lusso a Capri.
Un patrimonio tra villa, diritti d'autore e casa discografica
Il patrimonio da spartire è considerevole e si compone di tre asset principali: i diritti d'autore sul vasto catalogo musicale, la casa discografica indipendente "Splash" e la storica residenza di Villa Castiglione a Capri. I proventi generati da hit senza tempo come "Champagne" e "Roberta", che continuano a essere trasmesse in radio e utilizzate in televisione e cinema, rappresentano una fonte di reddito costante e garantita per i prossimi settant'anni, come previsto dalla normativa sul diritto d'autore.
Un altro pilastro economico fondamentale è rappresentato dall'etichetta "Splash", fondata dallo stesso cantante nel 1970, che gli ha permesso di mantenere il controllo dei master delle sue incisioni e di garantirsi una rendita indipendente.
L'elemento più visibile del lascito, tuttavia, è Villa Castiglione, l'elegante dimora situata in uno dei punti più panoramici di Capri, dove il cantante ha trascorso gli ultimi anni e dove è avvenuto il decesso. Il solo valore dell'immobile, considerando l'alto costo del mercato immobiliare dell'isola, è stato stimato tra i 5 e i 10 milioni di euro.
A questa cifra si aggiunge la capitalizzazione dell'etichetta discografica e i flussi finanziari futuri generati dal repertorio musicale, portando la stima complessiva del patrimonio a una somma che si aggira intorno ai 15 milioni di euro. L'intera eredità, compreso il brand e i diritti di immagine, sarà così amministrata e gestita dai tre fratelli Faiella, che si troveranno a ereditare non solo una fortuna, ma anche la responsabilità di preservare l'eredità culturale di uno dei più grandi artisti della musica italiana.




