Razzi di Hezbollah sugli italiani dell'Unifil
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Redazione Esteri
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Nel sud del Libano, la base Unifil di Shama, che ospita il quartier generale del contingente italiano, è stata colpita per la seconda volta in quattro giorni da razzi lanciati da Hezbollah o da milizie affiliate. Cinque dei razzi, parte di una batteria di otto, hanno centrato il compound, distruggendo un deposito di ricambi per mezzi militari. Gli altri tre razzi sono caduti in aree all'aperto, fortunatamente senza causare vittime tra i soldati presenti.
Durante la giornata, le forze di pace dell'Unifil sono state bersagliate in tre distinti incidenti, con quattro caschi blu ghanesi rimasti feriti. Questa volta, però, non sono state le truppe israeliane a colpire, bensì i razzi di Hezbollah. Otto ordigni da 107 millimetri hanno centrato il quartier generale del contingente italiano e del settore ovest di Unifil a Shama, cadendo su alcune aree all'aperto e sul magazzino ricambi della base, dove in quel momento fortunatamente non c'erano soldati.
La situazione nel Medio Oriente rimane tesa, con razzi che continuano a colpire le forze di pace dell'Unifil. I militari italiani, impegnati nella missione di pace, sono stati nuovamente colpiti e alcuni di loro sono finiti in ospedale. La tregua, proposta dagli Stati Uniti, è ancora in fase di negoziazione, con Hezbollah e il Libano che hanno espresso un sì condizionato.
In queste ore di grande preoccupazione, è fondamentale far sentire ai nostri ragazzi e ragazze della Brigata Sassari tutta la vicinanza e il sostegno del popolo sardo. I Sassarini, guidati dal Generale Messina, si caratterizzano come forza di pace a servizio della comunità internazionale, in uno dei luoghi e momenti più delicati della storia del dopoguerra.




