Dengue, test negativo sul caso sospetto a Brescia: disinfestazione sospesa in via Passo Aprica
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Redazione Salute
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Ats Brescia ha comunicato nella mattinata di oggi, martedì 8 settembre, l'esito negativo degli accertamenti di laboratorio sul caso sospetto di infezione da virus Dengue importato individuato in via Passo Aprica. La segnalazione, ricevuta nei giorni scorsi, aveva indotto il Comune di Brescia ad attivare l'intervento adulticida e larvicida anti zanzare nell'area interessata, programmato per le giornate dell'8, 9 e 10 settembre.
Prima che la comunicazione dell'esito arrivasse, la disinfestazione era già stata effettuata in alcune delle vie coinvolte, mentre a partire dalle 12 ogni ulteriore intervento è stato interrotto e annullato.
Le vie già trattate e quelle escluse dagli interventi
Le operazioni precauzionali avevano riguardato via Adamello, via Passo Tonale, via Presolana, via Monte Guglielmo, via Passo Aprica, via Rose di Sotto e via della Concarena. Le restanti strade comprese nell'area – tra cui via dell'Adamello, via Divisione Acqui, via Lunga, via Passo del Gavia, via Passo Baremone e il Quartiere Primo Maggio – non saranno pertanto interessate da alcun trattamento.
La procedura, del resto, era scattata in via puramente cautelativa: come sempre accade in questi casi, la sola segnalazione di un caso sospetto era stata sufficiente a far scattare il protocollo previsto dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020/2025, emanato dal Ministero della Salute e prorogato anche per l'anno 2026. Il piano impone infatti l'adozione di misure di contenimento delle zanzare ogni qualvolta venga identificato un possibile caso di infezione da virus trasmessi da vettori, senza attendere la conferma di laboratorio.
Che cos'è la dengue e come si trasmette
La malattia da virus Dengue è una patologia di tipo simil-influenzale causata da un virus presente in paesi tropicali e subtropicali, che si trasmette attraverso la puntura di alcuni tipi di zanzare, in particolare la zanzara tigre (Aedes albopictus) e la Aedes aegypti. Non si trasmette da persona a persona, ma solo tramite la puntura di un insetto infetto.
I sintomi tipici – febbre alta, forte mal di testa, dolore attorno e dietro agli occhi, dolori muscolari e articolari, nausea e irritazioni cutanee – compaiono in genere dopo cinque o sei giorni dalla puntura e tendono a risolversi nell'arco di una settimana nella maggior parte dei pazienti. In una minoranza di casi, tuttavia, la malattia può evolvere in una forma più grave, con complicazioni emorragiche che richiedono assistenza ospedaliera tempestiva.
Il quadro epidemiologico italiano ed europeo
Il caso bresciano si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le arbovirosi in Europa. Secondo l'ultimo rapporto settimanale del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), aggiornato con i dati trasmessi fino al 2 settembre, dall'inizio del 2026 sono due i Paesi europei ad aver segnalato casi di dengue acquisiti localmente: la Francia, con cinque casi, e l'Italia, con tre casi distribuiti in due cluster, le prime segnalazioni della stagione nel nostro Paese.
L'Italia, del resto, aveva già affrontato nel 2024 il più grande focolaio di dengue mai osservato nell'Europa continentale, con quasi 300 casi autoctoni, un evento che ha permesso di comprendere meglio le modalità di diffusione del virus in aree temperate e che ha confermato come la trasmissione avvenga in modo fortemente localizzato, entro poche centinaia di metri. Sul fronte dei casi importati, i dati dell'Istituto Superiore di Sanità relativi al periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 luglio 2026 indicano 192 infezioni confermate, tutte associate a viaggi all'estero e senza decessi.
La sorveglianza e il ruolo dei cittadini nella prevenzione
La prevenzione delle arbovirosi si fonda su una rete di sorveglianza che coinvolge operatori sanitari, veterinari ed esperti nel monitoraggio degli insetti, attiva da aprile a novembre con controlli periodici nelle aree considerate a rischio. Un aspetto rilevante riguarda la proliferazione delle zanzare negli spazi privati: giardini, terrazzi, orti e cortili rappresentano infatti i principali siti di sviluppo dei focolai.
Eliminare l'acqua stagnante da secchi, bacinelle, annaffiatoi e sottovasi, coprire i contenitori destinati all'irrigazione e utilizzare prodotti larvicidi nei ristagni che non possono essere rimossi sono indicazioni che rientrano nelle buone pratiche raccomandate per limitare la presenza dei vettori. La zanzara tigre, in particolare, è attiva soprattutto durante le ore diurne, con picchi nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio.
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