Dengue a Ferrara, nuovo caso a San Martino: paziente in isolamento e disinfestazione avviata
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Redazione Salute
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Un nuovo caso di dengue è stato accertato a Ferrara, nella zona di San Martino. A renderlo noto è l'Azienda Ausl, precisando che il paziente, le cui condizioni sono definite buone, è in isolamento preventivo a domicilio. Si tratta del secondo caso rilevato in città nel giro di poche settimane, dopo quello riscontrato a metà agosto in un cittadino rientrato da un viaggio all'estero con i sintomi della malattia.
Il percorso diagnostico e la conferma del laboratorio
Stando a quanto si apprende, l'uomo aveva manifestato i sintomi al rientro da un viaggio. Dopo i primi esami di routine, è stato sottoposto al test specifico per la dengue e la conferma definitiva è arrivata dall'analisi del campione effettuata dal Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del policlinico Sant'Orsola di Bologna.
A quel punto, il dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl ha attivato il Comune di Ferrara e sono scattati i protocolli previsti dal Piano regionale arbovirosi, che disciplina l'individuazione precoce dei casi sospetti, la conferma diagnostica e le successive misure di sorveglianza.
Disinfestazione straordinaria nell'area interessata
Contestualmente all'accertamento, il Comune di Ferrara ha effettuato la disinfestazione straordinaria nell'area in cui la persona ha soggiornato al rientro dal viaggio. Sono stati inoltre attivati assistenza e monitoraggio continui sul paziente, che resta in isolamento a scopo precauzionale. L'Ausl ricorda che il virus non si trasmette da uomo a uomo, ma solamente attraverso la puntura di una zanzara infetta: di qui la necessità di intervenire tempestivamente sugli spazi urbani per ridurre la presenza del vettore.
La dengue e il quadro nazionale
La dengue è un'infezione virale causata da quattro virus molto simili, trasmessa all'uomo dalle punture di zanzare del genere Aedes, in particolare Aedes aegypti e, in misura minore, Aedes albopictus, la cosiddetta zanzara tigre, ormai stabilmente presente in Italia. Non esiste una trasmissione diretta tra persone, anche se l'uomo è il principale ospite del virus. I sintomi tipici includono febbre alta e improvvisa, forti dolori muscolari e articolari, mal di testa intenso, nausea e vomito, con un periodo di incubazione che va dai quattro ai dieci giorni.
Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e guarisce nell'arco di due settimane, ma nelle forme più gravi può manifestarsi con sanguinamenti interni e danni agli organi.
Sorveglianza e prevenzione sul territorio
I dati dell'Istituto Superiore di Sanità relativi al periodo compreso tra il 1 gennaio e il 30 agosto 2026 indicano 227 casi confermati di dengue in Italia, dei quali solo tre identificati come autoctoni, ovvero due in Puglia e uno in Toscana. La quasi totalità delle infezioni resta legata a viaggi all'estero e il 57 per cento dei casi segnalati ha come luogo di esposizione le Maldive. Non risulta nessun decesso per dengue nel periodo considerato, a differenza di quanto registrato per il virus West Nile, che nello stesso arco temporale ha totalizzato 521 casi e 26 decessi.
La lotta alla zanzara tigre, sottolineano le autorità sanitarie, si basa sulla rimozione dei ristagni d'acqua, sull'uso di larvicidi nei tombini e nei sottovasi e sulla protezione personale con repellenti e abiti lunghi, soprattutto nelle ore del mattino e del tardo pomeriggio.
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