Dengue autoctona a Sanremo, turista 30enne ricoverato: scatta la disinfestazione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Un caso di febbre dengue contratta direttamente in Italia è stato diagnosticato a Sanremo, un episodio che ha subito attivato le procedure previste dal protocollo regionale per la prevenzione delle arbovirosi. Il paziente, un turista italiano di 30 anni in vacanza nel ponente ligure, non aveva viaggiato all'estero di recente, circostanza che ha portato gli specialisti a classificare l'infezione come autoctona; il giovane è ricoverato presso il reparto di malattie infettive dell'ospedale Borea di Sanremo, dove le sue condizioni sono state giudicate stabili e sotto costante monitoraggio.
I dettagli del caso e le condizioni del paziente
La notizia, diffusasi rapidamente nelle ultime ore, ha richiamato l'attenzione sulla circolazione del virus in un'area solitamente associata a casi importati da viaggi internazionali. L'uomo, che manifesta la sintomatologia tipica della dengue caratterizzata da febbre alta, cefalea, dolori muscolari e articolari, e talvolta un esantema simile a quello del morbillo, è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso.
I sanitari del reparto diretto dal professor Giovanni Cenderello, come confermato da fonti locali, stanno seguendo con attenzione l'evoluzione del quadro clinico, che al momento non desta particolare preoccupazione, garantendo al paziente tutte le cure necessarie per superare la fase acuta della malattia.
La disinfestazione straordinaria e il protocollo di prevenzione
A seguito della diagnosi, e in ottemperanza alle disposizioni regionali in materia di arbovirosi, le autorità sanitarie hanno disposto un intervento di disinfestazione straordinaria nelle aree frequentate dal turista durante il suo soggiorno nel ponente ligure. L'attività, che coinvolgerà i comuni interessati e verrà eseguita da imprese specializzate, prevede un raggio d'azione di circa 200 metri dai luoghi in cui il paziente ha soggiornato.
Questo tipo di intervento, mirato a ridurre la densità delle zanzare del genere Aedes, come la zanzara tigre (Aedes albopictus), è considerato fondamentale per evitare la trasmissione del virus ad altre persone attraverso le punture di insetti vettori che abbiano precedentemente punto il paziente infetto.
Il contesto delle arbovirosi in Italia e in Liguria
La presenza di specie di zanzare potenzialmente vettori di arbovirosi come la dengue è un fenomeno noto e monitorato in Liguria, regione che per la sua posizione e il clima mite ha visto insediarsi specie alloctone come la zanzara coreana (Aedes koreicus) e quella giapponese (Aedes japonicus), oltre alla più nota zanzara tigre.
Sebbene i dati dell'Istituto Superiore di Sanità riportino per i primi mesi del 2026 numerosi casi di dengue associati a viaggi all'estero, prevalentemente alle Maldive, gli episodi autoctoni rimangono eventi relativamente rari che attivano immediatamente le misure di sorveglianza e controllo previste dal Piano Nazionale Arbovirosi.
L'efficacia di tali misure, come dimostrato da studi su focolai precedenti, dipende dalla tempestività con cui vengono avviate le operazioni di disinfestazione e dalla collaborazione dei cittadini nell'eliminare potenziali ristagni d'acqua dove le zanzare possono riprodursi.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
