La difesa apre le porte alla magistratura, perquisizioni in corso negli uffici di Terna e Rfi
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Redazione Interno
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Il complesso mosaico investigativo che si sta componendo intorno a un presunto sistema di appalti informatici pilotati ha avuto, nella mattinata odierna, un’accelerazione significativa con l’esecuzione di una vasta operazione della Guardia di Finanza. I militari del Corpo, muovendosi su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno battuto numerosi obiettivi sul territorio nazionale, concentrando l’attenzione su alcune delle principali realtà infrastrutturali e amministrative del Paese. Nel mirino degli inquirenti sono finite, in particolare, le sedi del ministero della Difesa, di Terna – la società che sovrintende alla gestione della rete elettrica nazionale –, di Rete Ferroviaria Italiana e del Polo strategico nazionale. Si tratta, per gli investigatori, di un naturale sviluppo delle indagini precedentemente avviate in relazione a Sogei, la società informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, da cui sarebbero emersi i primi indizi di un meccanismo distorto nella gestione degli appalti.
Il perimetro dell’indagine e i reati ipotizzati
Nel quadro delle attività investigative, coordinate dalla magistratura capitolina, i finanzieri stanno scandagliando documenti e rapporti per fare luce su un ventaglio di ipotesi di reato particolarmente ampio. Le accuse, al momento formalizzate nei confronti di ventisei persone finite nel registro degli indagati, spaziano dalla corruzione al riciclaggio, passando per l’autoriciclaggio – una fattispecie che aggrava la condotta di chi reinveste i proventi illeciti – senza tralasciare la turbativa d’asta e il traffico di influenze illecite. Quest’ultima fattispecie, in particolare, suggerisce l’esistenza di un sistema in cui taluni soggetti, sfruttando le proprie relazioni privilegiate, avrebbero potuto condizionare le procedure di assegnazione di contratti pubblici di rilevante importo.
La posizione del ministero e il ruolo della Marina militare
Tra le quindici persone inizialmente segnalate come destinatarie degli avvisi di garanzia, spicca la figura di Antonio Angelo Masala, ufficiale della Marina militare. La sua posizione, così come quella degli altri indagati – tra cui figurano dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori –, sarà oggetto di vaglio da parte del gip nelle prossime fasi procedurali. Da via XX Settembre, intanto, arriva una presa di distanza netta da qualsiasi ipotesi di opacità: il Ministero della Difesa ha fatto sapere di aver garantito, sin dalle fasi iniziali delle attività investigative (che affondano le radici in accertamenti avviati già negli anni precedenti), la massima collaborazione e il pieno supporto all’operato della magistratura. Un atteggiamento, quello del dicastero, che mira a sottolineare la volontà di non frapporre alcun ostacolo al lavoro degli inquirenti, chiamati ora a districare una matassa investigativa che intreccia interessi economici colossali e delicate infrastrutture strategiche.
Perquisizioni mirate tra Roma e il territorio nazionale
Le perquisizioni, avviate nelle prime ore del giorno, hanno interessato non solo gli uffici dirigenziali delle società coinvolte ma anche le residenze private di alcuni dei soggetti iscritti nel registro degli indagati. Gli accertamenti, condotti con il supporto di unità specializzate nel contrasto alla corruzione, si concentrano sulla ricostruzione del flusso di appalti informatici: un settore, questo, particolarmente sensibile per la gestione della sicurezza nazionale e delle reti energetiche e di trasporto. Se da un lato il Polo strategico nazionale – ente che controlla le partecipazioni pubbliche – rappresenta il vertice della catena decisionale, dall’altro la presenza di Rfi e Terna tra i soggetti perquisiti conferma l’ampiezza del perimetro indagativo, che non risparmia i settori nevralgici delle infrastrutture critiche italiane.




