Chef Rubio e Liliana Segre, la richiesta di archiviazione
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Redazione Interno
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Chef Rubio, all'anagrafe Gabriele Rubini, noto personaggio televisivo e social, è stato recentemente coinvolto in un'inchiesta per diffamazione e presunte minacce alla senatrice a vita Liliana Segre. La vicenda ha avuto origine da alcuni post pubblicati sul suo account Twitter nel novembre 2022, nei quali Rubio criticava aspramente la senatrice, accusandola di silenzi complici nei confronti dei crimini commessi contro i palestinesi. Tali affermazioni, secondo il pm Nicola Rossato, rientrano nell'ambito della critica politica e rappresentano l'espressione delle opinioni personali di Rubio e del suo impegno pubblico nella causa palestinese.
La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione del caso, ritenendo che i contenuti pubblicati da Rubio, sebbene astrattamente diffamatori, facciano parte di un dibattito pubblico. In seguito alla querela, lo chef ha rivendicato nelle interviste successive la natura politica delle sue dichiarazioni, sottolineando come esse siano parte integrante del suo impegno sociale.
La senatrice Liliana Segre, sopravvissuta allo sterminio nazista, ha deciso di non partecipare ad alcuni eventi previsti per la Giornata della Memoria, spiegando, tramite il figlio, che a 94 anni è stanca. Questa scelta, tuttavia, non sarebbe legata all'ondata di odio ricevuta sui social in seguito alla pubblicazione del trailer del film sulla sua vita.
La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che vedono nelle parole di Rubio un legittimo esercizio della libertà di espressione e altri che le considerano un attacco ingiustificato a una figura simbolo della memoria storica.




