Jacques Moretti in carcere per l'aggressione alla moglie: le conseguenze sul processo per la strage del Constellation

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notte tra l'11 e il 12 agosto ha segnato una svolta imprevista nel già complesso scenario giudiziario legato alla strage del Constellation di Crans-Montana. Jacques Moretti, il titolare del locale teatro dell'incendio che la notte di Capodanno ha causato 41 vittime e 115 feriti, è stato arrestato con l'accusa di violenza domestica nei confronti della moglie Jessica, socia e compagna di vita nonché di indagine.

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, a chiamare la polizia sarebbero stati alcuni vicini, allarmati dalle urla provenienti dalla villa della coppia a Lens; quando gli agenti sono arrivati, Jessica Moretti era cosciente ma presentava ferite tali da rendere necessario il ricovero nell'ospedale di Sion, dove i medici hanno diagnosticato un "importante trauma cranico-facciale" e segni riconducibili a colpi ricevuti al volto e alla testa.

Una fonte ospedaliera, riportata da diverse testate, ha definito l'aggressione "brutale", descrivendo una donna ferita in modo grave anche sul piano psicologico. Jacques Moretti è stato invece condotto in carcere, dove rimane in detenzione preventiva nell'ambito di un procedimento per violenza domestica aperto d'ufficio dalla procura, visto che la moglie, almeno per il momento, non ha sporto denuncia personale.

L'impatto sull'inchiesta per il rogo di Capodanno

L'arresto di Moretti, sebbene formalmente estraneo al fascicolo sulla strage, ha inevitabilmente gettato un'ombra sulle prospettive dell'indagine principale, che finora aveva visto i coniugi mantenere una linea difensiva unitaria e perfettamente concordante, persino durante l'udienza di confronto del 5 giugno.

I legali della coppia, gli avvocati Yaël Hayat e Nicola Meier per Jessica e Patrick Michod per Jacques, hanno diffuso una nota congiunta in cui chiedono il rispetto della loro vita privata e sottolineano che i due procedimenti "non possono essere confusi", pur ammettendo che le violenze si inseriscono in "un contesto che non può essere ignorato, quello di una prova particolarmente intensa" vissuta dopo la tragedia.

Tuttavia, la posizione degli avvocati è apparsa perlomeno singolare agli occhi di alcuni legali delle vittime: Garen Ucari, che rappresenta alcune famiglie coinvolte nella strage, ha dichiarato di non aver mai visto una vittima di violenze rilasciare una dichiarazione insieme all'autore di tali violenze, e la sua perplessità è condivisa da chi teme che il nuovo episodio possa incrinare quell'unità e spingere i due coniugi a distinguere le rispettive posizioni processuali, forse addirittura attribuendosi reciprocamente le responsabilità sulla gestione del locale.

La strategia difensiva e i tempi del processo

La vicenda giudiziaria si complica ulteriormente alla luce delle condizioni psicologiche di Jacques Moretti, che i suoi avvocati stanno cercando di documentare per ottenere il trasferimento al Centro Curabilis di Ginevra, una struttura specializzata nell'assistenza ai detenuti con disturbi psichiatrici.

Già in aprile era stato presentato un certificato medico per uno "stato depressivo" che aveva giustificato il rinvio di un interrogatorio, e secondo quanto riferito da Repubblica il gestore del Constellation avrebbe perso 15 chili negli ultimi mesi, vivendo un "crollo nervoso" dopo la decisione del tribunale di confermare l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia fino ad almeno ottobre.

Una nuova perizia medica potrebbe determinare il rinvio degli interrogatori fissati per il 26 ottobre e il 2 dicembre, allungando i tempi di un procedimento che già conta 16 indagati, tra cui sette dipendenti ed ex dipendenti comunali e il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, accusato di lesioni colpose e violazioni dei doveri imposti dalla legge sulla protezione antincendio.

Fabrizio Ventimiglia, legale di una delle ragazze ferite nell'incendio, ha ribadito la necessità di procedere speditamente per "accertare in tempi rapidi le responsabilità" della tragedia, mentre Alfredo Zampogna, altro avvocato delle parti civili, ha sottolineato come la personalità di Jacques Moretti, emersa anche da dialoghi WhatsApp con i dipendenti, dimostri "tutta la sua proclività a delinquere".

Jessica Moretti e le incognite sul futuro

Jessica Moretti, dopo alcuni giorni di ricovero nel reparto di traumatologia urgente dell'ospedale di Sion, è stata dimessa ed è tornata nella propria abitazione, dove si prende cura dei due figli, il più piccolo dei quali ha pochi mesi. La donna, secondo le persone che continuano ad avere rapporti con la famiglia, sarebbe concentrata soprattutto sui bambini e avrebbe ridotto al minimo i contatti con l'esterno, mentre nella villa di Lens le tapparelle restano costantemente abbassate e il passeggino del bimbo è sempre al suo posto, in un silenzio che la comunità descrive come carico di tensione.

Non è noto se Jessica abbia intenzione di denunciare il marito, ma la separazione dei percorsi giudiziari, unita alla possibilità che la difesa di Jacques opti per la carta dell'incapacità di stare in giudizio, potrebbe avere conseguenze significative anche sulla posizione della donna nell'inchiesta per la strage, che la vede indagata non solo per omicidio colposo e incendio ma anche, dall'udienza di inizio giugno, per falsità in documenti.

La scelta di collaborare con la procura, se mai dovesse compierla, potrebbe consentirle di fornire elementi sulla divisione dei compiti nella gestione del Constellation e di attribuire al marito le responsabilità principali, rafforzando al contempo la propria credibilità nella veste di vittima di violenze.

Il messaggio di Leonardo Bove, il giovane sopravvissuto

Sullo sfondo di queste vicende giudiziarie resta il dramma umano delle vittime e dei sopravvissuti della notte di Capodanno. Leonardo Bove, il sedicenne milanese rimasto gravemente ferito nel rogo del Constellation e recentemente dimesso dall'ospedale Niguarda dopo sei mesi e mezzo di ricovero, ha rilasciato all'ANSA una dichiarazione che sembra voler guardare oltre, oltre l'incubo e oltre i nomi che popolano le cronache giudiziarie. "Sui Moretti non penso niente, non mi interessano, mi interessa solo la mia vita.

L'ho vista sfuggire una notte e non voglio più perderla", ha detto il giovane, che ha aggiunto: "Dico solo che dovrebbero prendersi le loro responsabilità, sono un uomo e una donna adulta: si sono presi la responsabilità di aprire un locale, devono prendersi la responsabilità anche per quello che è successo".

Leonardo, che proprio in quei giorni ha potuto assistere all'esordio in campionato della sua squadra del cuore, l'Inter, allo Stadio di San Siro, ha infine dichiarato di non voler più tornare a Crans-Montana, di voler cancellare quella pagina dalla sua vita, in un messaggio che racchiude la voglia di riscatto e la fermezza di chi ha visto la morte da vicino e ha scelto di non farsi travolgere dall'odio.

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