Arrestato Jacques Moretti per violenze alla moglie: la difesa dei coniugi per la strage del Constellation si incrina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   «Dei loro guai privati non ci occupiamo. Non provo soddisfazione e non voglio fare processi paralleli. Io sono il padre di Chiara e quello che so è che Chiara non tornerà più a casa». Andrea Costanzo, il cui nome è ormai tristemente legato alla notte di Capodanno che ha sconvolto Crans-Montana, non cerca rivincite. Nemmeno adesso che Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation, è tornato in carcere, a otto mesi esatti da quel rogo che ha ucciso sua figlia e altre 40 persone.

La sua richiesta, lucida e ferma, è soltanto una: «sapere perché quella notte è potuta accadere una tragedia simile», senza lasciarsi trascinare dalle pulsioni di una giustizia sommaria o dal clamore mediatico che inevitabilmente accompagna ogni nuovo sviluppo di questa vicenda giudiziaria.

L'arresto e il presunto movente legato alla difesa

L'arresto di Jacques Moretti, avvenuto nei giorni scorsi con l'accusa di violenza domestica nei confronti della moglie Jessica, ha aperto uno scenario inedito che travalica i confini della cronaca nera per investire pienamente il fronte delle indagini sulla strage. Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti, le presunte botte sarebbero scoppiate al culmine di accese liti interne alla coppia, liti che avevano come oggetto proprio la strategia difensiva da adottare per il rogo del Constellation.

Dall'inizio di questa storia, va ricordato, Jacques e Jessica sono sempre apparsi come una cosa sola: si sono difesi, coperti e protetti a vicenda dalle pesanti accuse di omicidio colposo e disastro colposo che gravano su di loro per la morte di 41 persone e il ferimento di altre 315, tra cui numerosi italiani. Tuttavia, con il titolare del locale ora in carcere e la moglie rientrata nella villetta di Lens dopo essere stata ricoverata in ospedale per le lesioni riportate, l'equilibrio che aveva retto fino a questo momento sembra essersi definitivamente incrinato.

Il fronte giudiziario e la possibilità di una difesa separata

La domanda che circola negli ambienti legali e tra gli investigatori è ora spontanea: inizia la guerra dei Moretti? L'ipotesi che i due coniugi possano adottare una difesa separata è più che concreta, considerando che il vincolo di solidarietà che li aveva tenuti uniti finora potrebbe essere stato spezzato dalla violenza domestica e dalle conseguenti tensioni personali.

I legali della coppia, interpellati sulla questione, hanno subito tenuto a precisare che i due fatti – quello della violenza privata e quello dell'incendio – appartengono a due inchieste giudiziarie ben distinte, che non dovrebbero mescolarsi. Tuttavia, è innegabile che si inseriscano in un contesto unico, fatto di pressioni, interrogatori e accuse incrociate, che mette quotidianamente alla prova la tenuta psicologica dei Moretti.

Finora, Jessica ha sempre fatto fronte comune con il marito, sostenendo pubblicamente la sua versione dei fatti e condividendo con lui le scelte difensive, ma ora che si trova a casa da sola, dopo essere stata vittima di presunte violenze, non è escluso che possa decidere di prendere le distanze per tutelare la propria posizione processuale.

Il contesto della strage e le indagini ancora aperte

A otto mesi dal rogo del Constellation, il quadro delle responsabilità rimane ancora in larga parte da definire, nonostante gli sforzi degli inquirenti svizzeri che stanno cercando di ricostruire minuziosamente la dinamica dell'incendio divampato durante i festeggiamenti di Capodanno. Quella notte, il locale era gremito di persone in attesa del conto alla rovescia, e le fiamme si sono propagate con una rapidità impressionante, intrappolando le vittime tra le pareti di legno e gli arredi infiammabili.

La procura di Sion ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, e le indagini si sono concentrate sulle misure di sicurezza del locale, sulla presenza di eventuali inadempienze e sul comportamento dei titolari nei momenti precedenti allo scoppio del fuoco. In questo contesto, l'arresto di Jacques Moretti per violenza domestica rappresenta un elemento di disturbo che potrebbe influenzare le dinamiche processuali, obbligando i giudici a valutare con ancora maggiore attenzione la credibilità delle dichiarazioni rese dai due indagati fino a questo momento.

Andrea Costanzo, che ha perso la figlia Chiara in quella strage, ha scelto di restare in disparte, evitando di trarre alcuna soddisfazione personale dalla vicenda, e ribadendo con forza che il suo unico interesse rimane quello di ottenere giustizia per i 41 morti e per i 315 feriti che ancora oggi portano le cicatrici di quella notte.

Le reazioni degli altri familiari e il clima a Crans-Montana

Mentre il piccolo centro sciistico di Crans-Montana cerca di ritrovare una parvenza di normalità, l'eco delle polemiche e dei colpi di scena giudiziari non accenna a placarsi, e l'arresto di Moretti ha riacceso i riflettori su una comunità che fatica a elaborare il lutto collettivo. Gli altri familiari delle vittime, pur mantenendo un profilo basso, seguono con attenzione gli sviluppi dell'inchiesta, sperando che le eventuali contraddizioni nella difesa dei coniugi possano portare a una più rapida definizione del processo.

La scelta di Andrea Costanzo di non commentare le vicende personali di Jacques e Jessica, concentrandosi esclusivamente sulla richiesta di verità, rappresenta un esempio di equilibrio in un clima spesso surriscaldato, dove il confine tra informazione e spettacolarizzazione del dolore rischia di diventare labile.

I legali dei Moretti, dal canto loro, hanno già annunciato che si costituiranno in giudizio per contestare le accuse di violenza domestica, sottolineando che si tratta di una vicenda privata che nulla ha a che vedere con il rogo del Constellation, ma l'opinione pubblica fatica a separare i due piani, e il sospetto che dietro il litigio vi siano anche motivazioni legate alla gestione del processo rimane forte.

In attesa di nuovi sviluppi, l'unica certezza è che la strage di Capodanno continua a tenere banco nelle aule di giustizia e nelle cronache, con un intreccio di vicende umane e giudiziarie che sembra destinato a complicarsi ulteriormente.

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