Trovato morto nel laghetto di Nerviano: il Corpo del 72enne era fuori dall’auto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un uomo di 72 anni, la cui scomparsa era stata denunciata solo ieri dalla figlia, è stato ritrovato senza vita all’alba di oggi, venerdì 10 aprile, nelle acque del laghetto artificiale che si trova all’interno del parco Angelo Vassallo di via Giovanni XXIII a Nerviano, in provincia di Milano. A dare l’allarme, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe scattato un meccanismo ancora non del tutto chiaro – forse legato alla presenza del veicolo parzialmente sommerso – che ha mobilitato diverse squadre di soccorso. I vigili del fuoco del Comando di Milano, coadiuvati dai colleghi del distaccamento di Rho, hanno lavorato per ore per recuperare prima l’automobile e poi la salma, un’operazione resa complessa dalla conformità del bacino e dalla necessità di escludere la presenza di altre persone all’interno dell’abitacolo.

Il recupero e l’intervento dei sommozzatori

Sul posto sono giunti anche i sommozzatori del nucleo di Torino, chiamati espressamente per ispezionare il fondale e verificare – con ogni probabilità – se l’auto, una volta finita in acqua, avesse trasportato con sé altri passeggeri. Le ricerche subacquee hanno però dato esito negativo sotto questo aspetto: nessun’altra vittima è stata rinvenuta né all’interno del veicolo né nelle immediate vicinanze. Per gestire le operazioni di recupero del mezzo, rimasto intrappolato nel fango e nella vegetazione sommersa, sono stati utilizzati due mezzi fluviali specializzati. Il dell’anziano, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non è stato trovato alla guida della propria auto: giaceva invece a pochi metri di distanza, a pelo d’acqua, mentre la macchina era già sul fondo del laghetto, come confermato dalle prime ricostruzioni dei carabinieri intervenuti sul posto.

L’ipotesi del suicidio e le indagini in corso

L’ipotesi al momento ritenuta più probabile dagli inquirenti – e che guida le verifiche dei carabinieri – è quella di un gesto volontario: l’uomo avrebbe lasciato andare l’auto giù da una rampa che conduce direttamente allo specchio d’acqua artificiale, forse con l’intenzione di porre fine ai propri giorni. Tuttavia, e nonostante questa pista appaia dominante, gli investigatori non escludono altre possibilità, incluso un malore improvviso o un tragico errore di manovra. La salma è stata estratta dalle acque e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, che disporrà probabilmente un esame autoptico per fare chiarezza sulle cause del decesso e sulla dinamica esatta dell’accaduto. Il fatto che il sia stato trovato fuori dall’abitacolo aggiunge un elemento di complessità alla ricostruzione: non è chiaro se l’uomo sia uscito dall’auto dopo l’impatto con l’acqua – magari nel tentativo di mettersi in salvo – oppure se si fosse già gettato in laghetto prima che il veicolo vi finisse dentro.

Un episodio che interroga il contesto locale

Il laghetto di Nerviano, conosciuto anche come “laghetto della Cava”, è una piccola zona umida artificiale situata all’interno di un’area verde frequentata da residenti e appassionati di passeggiate. L’episodio di questa mattina, che ha richiesto un dispositivo di soccorso imponente, richiama l’attenzione su quanto accade quando un’area apparentemente tranquilla diventa teatro di una tragedia personale. I carabinieri stanno acquisendo eventuali filmati di sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze – anche se non è stato specificato se ve ne siano effettivamente – e stanno raccogliendo testimonianze di chi frequenta abitualmente il parco. Al momento non sono stati resi noti i tempi delle indagini, né sono emersi elementi che possano far pensare a un coinvolgimento di terzi. La salma è stata trasferita all’obitorio in attesa degli accertamenti del caso.

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