Pelati, il ragazzo dell’hip hop che danza nell’acqua: bronzo mondiale e lacrime di felicità

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non capita spesso di assistere a un passaggio di testimone così netto, eppure, esattamente un anno fa, ai Campionati italiani assoluti di nuoto artistico a Roma, accadeva proprio questo. Giorgio Minisini, leggenda vivente di questa disciplina – con un palmarès che include 10 medaglie mondiali e 15 europee – vinceva l’ultima gara della sua carriera, mentre Filippo Pelati, allora diciassettenne, si piazzava al secondo posto. Quella notte, tra applausi e riflettori spenti, si intuiva già che il futuro avrebbe avuto un nome nuovo.

Oggi Pelati, originario di Lagosanto, paesino a due passi da Ferrara, è diventato il volto di un’Italia che nell’artistico continua a brillare. A Singapore, durante i Mondiali di nuoto, il diciottenne ha conquistato il bronzo nel programma libero del solo maschile, con un punteggio di 213.9850, dietro al russo Alexandr Maltsev e al cinese Muye Guo. Un risultato che, seppur atteso da chi lo segue da tempo, ha lasciato tutti senza fiato, soprattutto per le immagini del podio: il giovane atleta, il volto rigato dalle lacrime e il kajal degli occhi ormai sbavato, riusciva a malapena a trattenere l’emozione. «Scusate, non riesco a parlare», ha balbettato, mentre il pubblico lo applaudiva.

Quella di Pelati è una storia che sembra uscita da un film. Cresciuto a Copparo, dove ballava hip hop all’oratorio, ha scoperto quasi per caso il nuoto artistico, trovando nell’acqua la stessa musicalità che prima cercava a terra. Allenato da Beatrice Casalini e poliziotto della Uisp Bologna, ha dimostrato una maturità atletica rara per la sua età, tanto da essere già paragonato a Minisini, sebbene lui stesso ammetta: «Prendere il suo posto non era facile».

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