Alessandro Barbero sul riarmo divide la Festa del Fatto: è polemica sulla Russia
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Redazione Esteri
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Alessandro Barbero ha acceso il dibattito sul tema del riarmo e della minaccia russa durante l’intervista con Marco Travaglio alla Festa del Fatto alla Versiliana, dove lo storico ha espresso dubbi sulla necessità della corsa alle nuove spese militari. Le sue parole sulla guerra e sui rapporti tra Europa e Russia hanno generato reazioni contrastanti, diventando oggetto di confronto anche sui social.
Le parole sul riarmo europeo e sulla guerra
Nel corso dell’incontro dedicato ai conflitti internazionali, Barbero ha collegato il tema degli armamenti alla memoria storica europea e al rapporto delle società contemporanee con l’esperienza della guerra. Lo storico ha messo in discussione l’idea che l’aumento degli investimenti militari rappresenti automaticamente una risposta necessaria, chiedendo se dietro questa scelta possano esserci anche interessi politici ed economici.
Secondo Barbero, la corsa al riarmo potrebbe essere legata a una classe dirigente che torna a considerare la guerra uno strumento utile per compattare il consenso e spostare l’attenzione dai problemi interni, oppure alla convinzione che la produzione di armi possa sostenere determinati settori economici senza arrivare al loro effettivo utilizzo. Il professore ha richiamato il ricordo delle guerre del Novecento come elemento centrale della riflessione sul presente.
Il confronto sulla Russia e le critiche di Carlo Calenda
Una delle affermazioni che ha suscitato maggiori discussioni riguarda la valutazione della capacità militare russa. Barbero ha dichiarato di avere difficoltà a credere che Mosca possa trasformare rapidamente la situazione attuale in un’offensiva con colonne di carri armati verso Paesi come l’Estonia, ricordando le difficoltà incontrate dall’esercito russo nel conflitto in Ucraina.
Le parole dello storico hanno provocato la reazione di Carlo Calenda, che lo ha accusato di affrontare il tema della guerra con superficialità. Il confronto si è concentrato sul modo in cui interpretare la minaccia russa: da una parte la necessità di valutare i rischi geopolitici e le conseguenze dell’aggressione contro l’Ucraina, dall’altra la critica verso quello che Barbero considera un allarmismo collegato alla politica del riarmo.
Il dibattito sulla memoria storica e sui conflitti contemporanei
L’intervento alla Versiliana è stato inserito in una riflessione più ampia sul rapporto tra storia e attualità. Barbero ha sottolineato che gli eventi del passato vengono spesso ricordati in modo parziale dai popoli e che comprendere i conflitti richiede di analizzare interessi, responsabilità e contesti differenti.
La discussione ha toccato anche il modo in cui le società interpretano le guerre contemporanee, dall’Ucraina alle tensioni internazionali più recenti. Il confronto pubblico attorno alle parole dello storico si è concentrato soprattutto sul rapporto tra informazione, paura del conflitto e scelte politiche legate alla difesa.
Durante la stessa Festa del Fatto sono stati affrontati anche i temi della guerra e della sicurezza internazionale in un confronto intitolato “Pane e bombe: l’Europa va alla guerra”, con la partecipazione di Lucio Caracciolo, Gianandrea Gaiani e Andrea Riccardi.
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