La sorella di Lindsey Vonn perde la testa per i camici bianchi del Ca‘ Foncello: “Cancellate le app di incontri e andate in un ospedale italiano”
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Redazione Sport
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La caparbietà di Lindsey Vonn, quella che l’ha spinta a tornare sulle piste a quarantun anni nonostante un ginocchio già compromesso e che l’ha fatta rialzare dopo ogni caduta nel corso di una carriera leggendaria, si è infranta contro la neve dell‘Olympia delle Tofane. L’otto febbraio, pochi secondi dopo il cancelletto di partenza della discesa libera, il suo sogno olimpico si è spezzato assieme alla tibia sinistra, in un volo che ha gelato il pubblico e rimandato l’eco della sua determinazione fino alle corsie dell‘ospedale Ca’ Foncello di Treviso -2-9. Ed è stato proprio tra quelle mura, dove la campionessa è stata sottoposta a quattro interventi chirurgici nel giro di pochi giorni per stabilizzare una frattura complessa, che la narrazione della disgrazia ha preso una piega inaspettata e leggera grazie a un occhio attento e irriverente, quello della sorella Karin Kildow -2-5.
Un elogio social alla bellezza tricolore e la ricerca del “lato positivo” in un reparto ortopedico
Lungi dal limitarsi a documentare la degenza o la ripresa della sorella, Karin ha colto quella che ha definito una “silver lining”, una nuvola dal lato d’argento per intenderci, trasformando il soggiorno forzato in un tributo virale all’estetica del personale sanitario italiano. In un video pubblicato su Instagram, montato sulle note di “This Will Be (an Everlasting Love)” di Natalie Cole, la sorella della campionessa ha inquadrato con malizia alcuni dei medici e infermieri in servizio al pronto soccorso trevigiano, immortalando sorrisi e sguardi dietro le mascherine -5. Il messaggio che accompagna le immagini è un invito scherzoso e diretto ai suoi follower: pressione sul tasto “elimina” per le applicazioni di dating e via libera verso il primo pronto soccorso italiano, quasi fosse un set della serie tv “E.R. - Medici in prima linea” -1-5-7.
Non è certo la prima volta che la bellezza italiana finisce al centro dell’attenzione mediatica globale, ma in questo caso il contesto particolare aggiunge una sfumatura di umanità a una vicenda sportiva drammatica. Mentre la sorella si lasciava andare a questi commenti spensierati, Lindsey Vonn, tornata negli Stati Uniti nei giorni scorsi per affrontare un quinto intervento, ha invece voluto esprimere gratitudine con parole misurate e profonde, ringraziando su X tutto il personale che si è preso cura di lei e descrivendo il video girato da Karin come qualcosa che l’ha fatta piangere e le ha riempito il cuore -2-3-5. Un ringraziamento sentito, quello della sciatrice, che ha donato anche i peluche ricevuti dai fan ai bambini ricoverati in pediatria, prima di lasciare l‘Italia con la consapevolezza che la strada per tornare a camminare, e forse un giorno a sciare, sarà ancora lunga e costellata di ulteriori operazioni -2-8.
Se da un lato il padre di Lindsey ha dichiarato senza mezzi termini che la carriera della figlia è da considerarsi conclusa, dall’altro la stessa atleta ha voluto lanciare un messaggio di incoraggiamento ai suoi sostenitori, chiedendo loro di non essere tristi e di lottare sempre, perché il rischio di cadere era il prezzo da pagare per inseguire un sogno -1-10. E in mezzo a queste dichiarazioni, che oscillano tra la cronaca di un addio alle piste e la resilienza di una sportiva, rimane impresso lo scatto ironico di Karin Kildow, capace di trovare un motivo per sorridere e far sorridere tra le flebo e le medicazioni, dimostrando che a volte, anche nei momenti più duri, l‘occhio vuole la sua parte e un camice bianco può diventare, per un attimo, il protagonista di una storia ben più ampia.




