Lindsey Vonn, la foto dall’ospedale dopo il terzo intervento: “Sto facendo progressi”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è una foto che arriva dal letto d’ospedale, pubblicata sui social a poche ore dall’operazione, e c’è il volto di una campionessa che, nonostante tutto, prova a guardare avanti. Lindsey Vonn, la sciatrice statunitense 41enne caduta rovinosamente durante la discesa libera delle Olimpiadi di Milano Cortina, ha voluto condividere con i suoi fan tre scatti che la ritraggono nella stanza di degenza, con la gamba sinistra immobilizzata e sostenuta da un fissaggio esterno, un’impalcatura metallica che testimonia la complessità del trauma subito. La fuoriclasse, oro olimpico a Vancouver nel lontano 2010, ha spiegato in un messaggio che accompagna le immagini di essersi sottoposta al terzo intervento chirurgico in pochi giorni, un passaggio delicato nel percorso di cura avviato dopo l’incidente in pista -1-5.

“Oggi ho subito il mio terzo intervento ed è andato tutto bene”, ha scritto Vonn, parole che arrivano da Treviso, dove è ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello, la struttura che l’ha presa in carico dopo il trasferimento dal punto medico avanzato di Cortina. La campionessa americana, che a 41 anni aveva scelto di tornare alle competizioni dopo il ritiro del 2019 per inseguire un’altra medaglia a cinque cerchi, ha poi aggiunto una riflessione che lascia intravedere lo stato d’animo di questi giorni: “Il successo oggi ha un significato completamente diverso rispetto a qualche giorno fa” -10. Il riferimento, implicito ma chiaro, è al netto contrasto tra le vittorie in pista, quelle che per anni l’hanno vista dominare lo sci mondiale, e la battaglia che sta combattendo ora, lontana dai riflettori e dalle luci del traguardo, costretta a misurarsi con la riabilitazione e i tempi lunghi della guarigione.

Il lungo percorso chirurgico a Treviso

La dinamica dell’infortunio, avvenuto domenica scorsa sul difficile tracciato dell’Olimpia delle Tofane, era apparsa subito drammatica agli occhi del pubblico e degli addetti ai lavori: Vonn, dopo appena tredici secondi di gara, aveva perso il controllo nel primo salto, sbilanciandosi e cadendo con violenza, per poi rotolare per diversi metri sulla neve dura -2-6. Le urla di dolore e l’intervento immediato dei soccorsi, con l’elicottero calato con il verricello per il recupero, avevano gelato l’atmosfera olimpica, restituendo l’idea della gravità di quanto accaduto. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Cortina, la sciatrice era stata successivamente trasferita al Ca’ Foncello di Treviso, dove un’equipe multidisciplinare guidata dal primario di Ortopedia ha dovuto affrontare un quadro clinico complesso, reso ancora più delicato dalla frattura scomposta del femore e dal fatto che la gamba sinistra era già stata operata in passato -4.

L’ortopedico che l’ha operata, intervistato nei giorni scorsi, ha raccontato di un lavoro svolto in team, senza farsi condizionare dalla notorietà della paziente, e ha sottolineato come la campionessa si sia rivelata una paziente modello, collaborativa e determinata esattamente come quando indossa gli sci -4. Il primo intervento era servito a ridurre la frattura e a stabilizzare i frammenti ossei con l’applicazione di un fissatore esterno, una procedura necessaria per mettere in sicurezza l’arto in attesa degli step successivi; il secondo era stato invece finalizzato a scongiurare complicazioni vascolari, data la tipologia di trauma; il terzo, quello di cui Vonn ha dato notizia direttamente dai suoi profili social, ha rappresentato un ulteriore passo avanti nel percorso chirurgico, un passaggio obbligato per preparare la gamba alla lunga fase di recupero che l’attende -1.

Il sostegno ricevuto e lo sguardo ai compagni di squadra

Nel messaggio postato online, non sono mancati i ringraziamenti a chi in questi giorni le è stato vicino: “Grazie a tutto l’incredibile staff medico, agli amici, alla famiglia, che sono stati al mio fianco e per la bellissima dimostrazione di amore e supporto da parte di persone di tutto il mondo” -5. Parole che arrivano a pochi giorni di distanza da un altro post, quello dell’11 gennaio, in cui la campionessa aveva espresso gratitudine nei confronti dei sanitari italiani che la stanno seguendo con dedizione, e che testimoniano come, nonostante la delusione per il sogno olimpico infranto, Vonn stia cercando di mantenere un atteggiamento positivo, consapevole che la strada per tornare a camminare normalmente sarà lunga e piena di ostacoli. La presenza costante del team americano e dei medici della federazione statunitense, che collaborano attivamente con i colleghi italiani, è stata più volte evidenziata come un fattore determinante nell’affrontare le difficoltà del caso -4.

E poi c’è lo sguardo rivolto agli altri, a quelli che in queste settimane stanno gareggiando sulle nevi di Cortina e non solo. Nella parte conclusiva del suo intervento social, Lindsey Vonn ha voluto fare i complimenti ai compagni e alle compagne del Team Usa, citando in particolare coloro che in questi giorni stanno salendo sul podio e regalando medaglie alla delegazione a stelle e strisce. “Congratulazioni ai miei compagni di squadra e a tutti gli atleti del Team Usa che sono là fuori a ispirarmi e a darmi qualcosa per cui tifare”, ha scritto -9. Un pensiero che, al di là della cortesia istituzionale, lascia trasparire il legame con il movimento e l’affetto per una squadra della quale, nonostante l’età e la carriera lunghissima, continua a sentirsi parte integrante. Per lei, costretta a letto in attesa che i tempi della medicina facciano il loro corso, l’unico modo per restare vicina ai Giochi è guardare le gare in televisione o attraverso lo schermo del telefono, tifando da lontano per chi, in pista, sta vivendo l’emozione che lei aveva sognato fino a pochi giorni fa.

La paziente e la campionessa

L’immagine di Vonn allettata, con i tubi e i ferri del fissatore esterno che tengono bloccata la gamba, è l’esatto contrario delle foto patinate che l’hanno ritratta per anni sui podi di tutto il mondo, eppure in quelle parole c’è tutta la determinazione di chi non si arrende. “Sto facendo progressi e anche se sono lenti so che starò bene”, ha scritto, e in questa frase c’è forse la sintesi più autentica del suo carattere: la consapevolezza che la ripresa sarà lunga e faticosa, ma al tempo stesso la certezza, radicata in anni di sacrifici e ritorni, che ce la farà -10. L’ortopedico che la segue ha spiegato ai cronisti che il reparto di Ortopedia del Ca’ Foncello è abituato a gestire decine di interventi al giorno, e che il caso Vonn, per quanto mediaticamente rilevante, è stato affrontato con la stessa metodica e la stessa attenzione riservata a ogni paziente che varca la soglia dell’ospedale -4. Una precisazione importante, che restituisce il senso di un lavoro quotidiano fatto di professionalità e dedizione, e che trova nella gratitudine espressa dalla campionessa il riconoscimento più prezioso.

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