Lindsey Vonn lascia l'ospedale dopo il quinto intervento: «Ci vorrà un anno perché le ossa guariscano»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo un calvario lungo settimane, fatto di interventi chirurgici e lunghi periodi di immobilità forzata, Lindsey Vonn ha finalmente lasciato la struttura ospedaliera in Colorado dove era ricoverata. La campionessa olimpica, lo ricordiamo, era caduta rovinosamente durante la discesa libera delle Olimpiadi di Milano Cortina, un incidente che le è costato una frattura scomposta alla tibia sinistra e che ha richiesto ben cinque operazioni – quattro delle quali eseguite all'ospedale Ca' Foncello di Treviso e l'ultima, dopo il rientro in patria, negli Stati Uniti -3-8.

Il racconto social della fuoriuscita e il percorso riabilitativo

È stata la stessa Vonn, con un video pubblicato sui suoi canali social, ad annunciare la dimissione, condividendo con i follower la propria gioia e, al contempo, la consapevolezza della strada ancora tutta in salita. "Finalmente sono uscita dall'ospedale!!!", ha esordito, visibilmente sollevata, raccontando di aver trascorso quasi due settimane in un letto, costretta all'immobilità. Non è ancora potuta tornare alla sua casa, ma il trasferimento in albergo rappresenta per lei "un passo enorme", un primo, significativo strappo alla routine ospedaliera che l'ha vista protagonista e paziente per un periodo tanto lungo quanto complesso -8.

Nel suo aggiornamento, Lindsey non ha nascosto la gravità di quanto accaduto, mostrando anche le lastre 3D della gamba per dare la misura dell'entità del trauma. Il programma che l'attende è scandito da tappe precise e richiederà una pazienza non comune, anche per un'atleta abituata a sfidare i propri limiti. Dovrà passare dalla sedia a rotelle alle stampelle nel giro di poche settimane, ma i tempi per una guarigione completa sono lunghi: "Ci vorrà circa un anno perché tutte le ossa guariscano", ha spiegato la sciatrice, aggiungendo un ulteriore dettaglio su ciò che l'aspetta dopo -8.

Le procedure future e la gratitudine verso i medici

Solo una volta completata questa prima, fondamentale fase di recupero, Vonn potrà affrontare un nuovo capitolo. "Solo allora deciderò se eliminare tutte le viti e le placche, tornare in sala operatoria e finalmente riparare il mio legamento crociato", ha dichiarato, facendo riferimento alla strumentazione chirurgica – fissatori esterni, placche e numerose viti – che ora stabilizza l'osso e che è ben visibile nelle radiografie pubblicate nei giorni scorsi, un'immagine impressionante dell'arduo lavoro di ricostruzione compiuto dai chirurghi -7-8.

Un pensiero e un ringraziamento particolare, nel corso di queste settimane, è andato proprio ai medici che si sono presi cura di lei, sia in Italia che negli Stati Uniti. In particolare, ha elogiato il lavoro del dottor Tom Hackett, che ha eseguito l'ultimo intervento durato oltre sei ore, necessario per "rimettere insieme tutto" dopo un trauma che, a suo dire e come riportato da alcune fonti, era stato talmente serio da far temere, in un primo momento, per la stessa gamba -3-7. Un'odissea cominciata l'8 febbraio sull'Olimpia delle Tofane, quando dopo appena tredici secondi di gara il suo sogno olimpico si è infranto contro la neve, tra le urla di dolore andate in diretta e i soccorsi immediati in elicottero -2-10.

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