Il tifone Kajiki flagella il Vietnam, strade trasformate in fiumi e un milione di persone senza elettricità

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Vietnam, martoriato da piogge torrenziali e venti impetuosi, sta facendo i conti con le conseguenze del tifone Kajiki, che ha toccato terra martedì scorso nella parte centro-settentrionale del paese. L’impatto del fenomeno atmosferico, classificato dalle autorità locali come «molto forte e pericoloso», si è abbattuto con particolare violenza tra le province di Nghe An e Ha Tinh, dove i venti sostenuti hanno raggiunto velocità comprese tra i 90 e i 117 chilometri orari, con picchi di raffiche che hanno sfiorato i 150 chilometri orari.

Nella capitale Hanoi, le strade del centro si sono rapidamente trasformate in veri e propri corsi d’acqua a causa degli allagamenti, mentre la furia degli elementi divelgeva cartelloni pubblicitari, abbattendo senza pietà pali della luce e alberi, il che ha lasciato oltre un milione di persone completamente al buio, senza alcun tipo di approvvigionamento elettrico. I danni materiali, che si stanno ancora calcolando, sono già considerevoli e riguardano almeno diecimila abitazioni, molte delle quali resi inagibili o parzialmente distrutte.

Il bilancio umano, seppur provvisorio, conta almeno quattro vittime, un numero che potrebbe purtroppo essere soggetto a variazioni man mano che i soccorsi riusciranno a raggiungere le zone più isolate e colpite. Tra i morti accertati, come riportato dall’emittente di Stato VTV, figura un anziano di novant’anni, la cui abitazione è miseramente crollata sotto la forza della pioggia, e un altro uomo, tragicamente folgorato mentre tentava di mettere in sicurezza la propria casa dall’imminente pericolo.

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