Il tifone Kajiki flagella il Vietnam, morti e danni ingenti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il Vietnam centrale e settentrionale sta facendo i conti con le pesanti conseguenze del passaggio del tifone Kajiki, che ha toccato terra martedì scatenando la sua furia tra le province di Nghe An e Ha Tinh. Il fenomeno meteorologico, classificato dalle autorità locali come "molto forte e pericoloso", ha investito la regione con venti sostenuti che hanno raggiunto, senza soluzione di continuità, picchi prossimi ai 150 chilometri orari, radendo al suolo qualsiasi cosa incontrassero sul loro percorso.
Nella capitale Hanoi, sebbene non direttamente colpita dall’occhio del ciclone, le piogge torrenziali associate al sistema hanno trasformato le strade in veri e propri fiumi in piena, rendendo impossibile la circolazione. La forza dell’acqua e del vento ha divelto imponenti cartelloni pubblicitari, ha spezzato pali della luce come fossero fuscelli e ha abbattuto numerosi alberi, creando un panorama di devastazione che i media statali hanno documentato ampiamente, mostrando immagini di allagamenti diffusi e danni ingenti.
Il bilancio, purtroppo, è stato tragico: secondo le ultime comunicazioni governative, che fanno seguito a un meticoloso lavoro di verifica sul territorio, le vittime accertate sono almeno tre, mentre dieci persone hanno riportato ferite di varia entità. I decessi, un tributo immediato alla violenza inaudita dell’evento, si sono registrati nelle province di Nghe An, Ninh Binh e Ha Tinh, aree che si sono trovate nel cuore della tempesta. Oltre al costo umano, si stima che circa diecimila abitazioni abbiano subito danni, alcune delle quali rese del tutto inagibili.




