Il terremoto Xbox e il veto a Sarah Bond: la nuova era di Asha Sharma tra AI e crepuscolo della console

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La recente rivoluzione ai vertici di Microsoft Gaming, sancita dall’addio di Phil Spencer e, soprattutto, dall’estromissione di Sarah Bond, ha il sapore di un vero e proprio cratere apertosi nel panorama videoludico mondiale. Se il ritiro di Spencer, figura storica e per dodici anni timoniere della divisione, era nell’aria da tempo, ciò che ha gelato gli addetti ai lavori è stata la repentina uscita di scena della presidente Bond, colei che molti indicavano come l’erede naturale al trono. Al suo posto, o meglio, alla guida di un nuovo corso, Satya Nadella e la CFO Amy Hood hanno issato Asha Sharma, manager dal profilo tecnicamente ineccepibile ma proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale e con un’esperienza pressoché nulla nel mondo dei videogiochi. Una scelta che, secondo ricostruzioni circolate nelle ultime ore, non è affatto casuale, ma anzi rappresenta l’epilogo di un malcontento diffuso e di una precisa strategia aziendale.

Secondo quanto riportato da Tom Warren di The Verge, che ha raccolto testimonianze da diverse fonti interne a Microsoft, la posizione di Sarah Bond era divenuta sempre più precaria negli ultimi mesi. Il suo stile di gestione, descritto come autoritario e poco incline al dialogo, avrebbe creato non poche frizioni all'interno dei team. Pare, stando a queste indiscrezioni, che Bond non tollerasse il dissenso, costruendo una struttura di gruppo che di fatto metteva ai margini chiunque osasse mettere in discussione la sua visione. Un modus operandi, questo, che avrebbe portato a diverse dimissioni nel suo staff e che, alla lunga, ne avrebbe minato la credibilità agli occhi del CEO Nadella. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, contribuendo in modo determinante al veto sulla sua successione, sarebbe stata la campagna di marketing “Questo è una Xbox” (tradotto dall’inglese “Everything is an Xbox”). Un’iniziativa pensata per espandere il concetto di ecosistema oltre i confini della console fisica, ma che internamente è stata percepita come offensiva e scollegata dalla realtà del prodotto, finendo per alienare le simpatie dei dipendenti e alimentare il malcontento.

Parallelamente, il quadro finanziario dipinge una situazione di stallo per la divisione gaming che ha probabilmente accelerato la decisione del board. I ricavi derivanti dai videogiochi hanno subito una flessione di circa il 10% nel trimestre di dicembre 2025 rispetto all’anno precedente -4. Un dato che stride violentemente con la crescita complessiva di Microsoft, attestatasi a quasi il 17% e trainata in modo massiccio proprio dai servizi legati al cloud e all’AI, settori in cui l’azienda sta concentrando la stragrande maggioranza delle proprie risorse e dei propri investimenti -9. È in questo contesto che si inserisce la figura di Asha Sharma. Laureata in business alla University of Minnesota’s Carlson School of Management e con un passato in ruoli di primo piano in Meta e Instacart, Sharma era rientrata in Microsoft nel 2024 proprio per guidare lo sviluppo dei prodotti legati all’AI -8. La sua nomina, quindi, non è solo un avvicendamento, ma un segnale potentissimo: la casa di Redmond intende applicare la sua dottrina tecnologica anche al mondo dell’intrattenimento interattivo.

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