Xbox, la nuova ceo Asha Sharma ferma lo sviluppo dell’assistente Copilot su console

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Asha Sharma, da poche settimane alla guida della divisione Xbox, ha già impresso un cambio di rotta netto rispetto alla precedente gestione, scegliendo di archiviare – o quantomeno di ridimensionare drasticamente – l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel suo ecosistema gaming. La notizia, diffusa attraverso un memo interno datato martedì 5 maggio 2026 e poi rapidamente rimbalzato sui principali canali di informazione di settore, conferma che Microsoft inizierà a ritirare le funzionalità di Copilot sull’app mobile, mentre lo sviluppo dell’assistente AI specificamente pensato per le console Xbox Series X|S verrà interrotto del tutto. Nessuna data di chiusura definitiva è stata fornita, ma la direzione appare chiara: quella che solo un anno fa veniva presentata come una rivoluzione – con il “Copilot for Gaming” descritto come uno dei pilastri del futuro Xbox – si è rivelata un esperimento dal quale l’azienda ha scelto di uscire in anticipo.

La svolta di Asha Sharma tra priorità e riorganizzazione interna

Nel documento reso pubblico, la nuova amministratrice delegata ha spiegato con parole asciutte le ragioni dietro questa inversione: «Xbox needs to move faster, deepen our connection with the community, and address friction for both players and developers». Tradotto: servono più rapidità, un legame più autentico con i propri utenti e, soprattutto, la riduzione degli attriti – quelli che proprio un assistente vocale o predittivo rischiava paradossalmente di moltiplicare, anziché risolvere. Sharma non ha usato giri di parole: la strategia sull’AI, così com’era stata impostata dalla dirigenza precedente, non si allineava più con la direzione che il gruppo intende prendere. Una frase, quest’ultima, che pesa come un macigno perché arriva a nemmeno un anno di distanza dalle grandi promesse fatte sul palco di eventi dedicati, quando Copilot veniva mostrato come un alleato capace di suggerire mosse, riassumere tutorial o persino entrare in partita come “coach” virtuale.

L’obiettivo dei profitti al 2030 e il peso delle scelte strategiche

A fare da sfondo a questa repentina retromarcia ci sarebbero, secondo fonti interne verificate da testate specializzate come Windows Central, pressioni finanziarie non indifferenti. Microsoft avrebbe infatti chiesto alla divisione Xbox di incrementare i propri margini di profitto fino al 30% entro il 2030, un obiettivo che costringe il team guidato da Sharma a valutare ogni singola voce di spesa – e lo sviluppo di un assistente AI complesso, costoso e per molti versi ancora sperimentale, rientra a pieno titolo tra quelle voci sacrificabili. Non solo: tra le opzioni attualmente sul tavolo, sempre secondo questi report, figurerebbero misure ben più dolorose, come la possibile eliminazione della retrocompatibilità nelle future console e un progressivo spostamento verso un modello di business maggiormente incentrato sul software e sui servizi in abbonamento, a discapito della produzione di hardware dedicato.

Un addio silenzioso ma significativo per l’ecosistema gaming

Quella che si consuma sotto gli occhi degli appassionati è quindi una ritirata strategica, condotta senza drammi ma con grande determinazione. Sharma ha scelto di non dilungarsi in promesse di futuri ripristini né in ipotesi di soluzioni alternative; si è limitata a prendere atto che, per come era stato concepito, Copilot non avrebbe accelerato il rapporto con i giocatori, anzi rischiava di complicarlo. L’assistente, che avrebbe dovuto affiancare l’utente durante le sessioni di gioco su console, viene così accantonato in favore di interventi più concreti – quelli legati alla stabilità delle piattaforme, alla reattività dei servizi online e alla riduzione dei cosiddetti “attriti” che allontanano tanto i player quanto gli sviluppatori indipendenti. Resta da osservare, senza trarre conclusioni affrettate, come questa scelta influenzerà il rapporto tra Microsoft e il proprio pubblico: per ora, l’unico dato certo è che l’AI tanto celebrata dodici mesi fa ha smesso di essere una priorità.

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