Il cordoglio di Atalanta e Torino per la scomparsa di Michael Hartono, patron del Como

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il mondo del calcio, e in particolare quello della Serie A, si è stretto attorno alla famiglia Hartono e al Como 1907 per la scomparsa di Michael Bambang Hartono, avvenuta all'età di 86 anni a Singapore. L'imprenditore, che insieme al fratello Robert Budi deteneva la proprietà del club lariano, è venuto a mancare giovedì 19 marzo, come confermato da un portavoce del gruppo Djarum, il colosso del tabacco da cui la famiglia ha costruito il proprio impero. La notizia, diffusa inizialmente dai media indonesiani, è stata rapidamente raccolta e ufficializzata dalla stessa società comasca attraverso una nota carica di dolore e gratitudine, sottolineando come sotto la guida degli Hartono il club avesse aperto un nuovo capitolo della sua storia.

Tra le prime e più significative manifestazioni di vicinanza, spiccano quelle arrivate da due società storiche del panorama calcistico nazionale. L'Atalanta, attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, ha voluto esprimere la propria partecipazione al lutto che ha colpito la famiglia e l'intera società del Como. Il presidente Antonio Percassi, il co-chairman Stephen Pagliuca e tutta la Dea hanno fatto pervenire le più sincere condoglianze, un gesto che testimonia il rispetto e la stima per la figura di Hartono, un uomo che, pur provenendo da un contesto imprenditoriale completamente diverso, aveva saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel calcio che conta. Analogamente, il Torino Football Club ha voluto far sentire la propria vicinanza: il presidente Urbano Cairo e tutto l'ambiente granata hanno abbracciato idealmente la famiglia Hartono, i parenti e gli amici, rivolgendo un pensiero affettuoso anche a tutto il club lariano in questo momento di profondo cordoglio.

La scomparsa di Michael Hartono non è solo la perdita di un proprietario per una squadra di calcio, ma rappresenta il venir meno di una figura che, con il fratello, aveva costruito un autentico impero economico. L'epopea della famiglia ebbe inizio nel lontano 1950, quando il padre Oei Wie Gwan acquistò una piccola azienda di sigarette in fallimento, ribattezzandola Djarum, un termine che in indonesiano richiama la puntina di un grammofono. Da quel seme, Michael e Robert hanno saputo far germogliare un conglomerato dai molteplici interessi: dal tabacco, con la produzione delle caratteristiche sigarette aromatizzate ai chiodi di garofano, si sono espansi nel settore bancario diventando azionisti di maggioranza di Bank Central Asia, il più grande istituto di credito privato del paese, per poi diversificare ulteriormente nell'elettronica con il marchio Polytron, nell'immobiliare di lusso a Jakarta e persino nel digitale con partecipazioni in aziende di videogiochi come Razer.

Un patrimonio stimato in decine di miliardi di dollari, che li ha resi stabilmente gli uomini più ricchi d'Indonesia secondo le classifiche di Forbes, ma che non ha mai allontanato Michael da una passione profonda e forse inaspettata per un magnate del suo calibro: il bridge. Hartono era infatti un giocatore professionista di questo sport, e la sua dedizione era tale che all'età di 78 anni rappresentò l'Indonesia ai Giochi Asiatici del 2018, aggiudicandosi una medaglia di bronzo e diventando l'atleta più anziano della sua delegazione. Un aneddoto, questo, che rivela una mente sempre allenata alla strategia e alla concentrazione, qualità che evidentemente aveva applicato con successo anche nel mondo degli affari e, negli ultimi anni, nel rilancio del Como.

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