Il cordoglio di Monza per la scomparsa di Mario Colombo, il ‘signor Colmar’ che ha vestito i campioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È morto ieri, all’età di 71 anni, Mario Colombo, presidente della Manifattura Mario Colombo e anima storica del marchio Colmar, l’etichetta che da oltre un secolo lega il nome di Monza alle più alte vette dello sci mondiale e, più in generale, a una certa idea di eccellenza artigianale italiana. La notizia, diffusa nella tarda serata, ha rapidamente fatto il giro della città, dove l’imprenditore – scomparso all’improvviso – era considerato una sorta di capitano d’industria capace di traghettare un’azienda familiare attraverso i marosi della globalizzazione senza mai perderne l’anima, anzi, rafforzandola.

Nato a Monza il 21 giugno 1954, Colombo portava il nome del nonno (quello che nel lontano 1923, tra le mura di un’officina, aveva dato vita a quella che allora era una semplice manifattura di cappelli e ghette) e ne aveva raccolto l’eredità con la determinazione di chi sa che la tradizione, per sopravvivere, ha bisogno di innovazione. Dopo gli studi all’Università Cattolica di Milano e l’ingresso in azienda nei primi anni Settanta, la sua carriera ha vissuto una parentesi significativa tra il 2000 e il 2004, quando ha lasciato temporaneamente la guida della Colmar per diventare amministratore delegato di Adidas Italia. Quell’esperienza, lungi dall’allontanarlo dal nucleo familiare, gli ha fornito gli strumenti per tornare, nel 2005, con una visione più ampia e una determinazione rinnovata: rilanciare il brand facendolo crescere sui mercati internazionali.

Da Monza al mondo, l’ascesa di un marchio simbolo dello sci italiano

Il legame tra Colmar e l’universo della neve è storico e passa attraverso imprese sportive che hanno segnato intere generazioni. Fu proprio l’azienda fondata dal nonno a realizzare, in occasione delle Olimpiadi di Oslo del 1952 e in collaborazione con il fuoriclasse Zeno Colò, la prima giacca a vento aerodinamica, soprannominata la “guaina Colò”. Da allora, la scuderia dei campioni vestiti con quel marchio è diventata un autentico albo d’oro: dalla Valanga Azzurra degli anni Settanta – con atleti del calibro di Gustav Thoeni e Piero Gros – fino ad Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, passando per le generazioni più recenti. Mario Colombo, in questo senso, non si è limitato a gestire un’eredità: l’ha reinterpretata, allargando il raggio d’azione del brand anche al golf (con il lancio della linea Colmar Golf nel 2007 e della relativa Coppa) e, dal 2009, al lifestyle urbano con la linea Colmar Originals.

A piangerne la scomparsa, oltre alla cerchia ristretta degli affetti – la moglie Alessandra, sposata nel 1982, e i figli Stefano e Francesco – c’è anche il mondo delle istituzioni, che ha voluto sottolineare il vuoto lasciato da una figura ritenuta cruciale per il tessuto produttivo brianzolo. Il sindaco di Monza, Paolo Pilotto, e l’intera amministrazione comunale hanno espresso il proprio cordoglio, ricordando come la sede dell’azienda, fisicamente collocata su una delle principali arterie d’ingresso alla città, rappresenti da decenni un punto di riferimento simbolico non solo per gli sportivi ma per chiunque riconosca nella qualità e nell’affidabilità alcuni dei valori fondanti del territorio. Anche il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, ha voluto ricordare l’imprenditore, definendolo “straordinario” e capace di coniugare la tradizione con l’innovazione, sottolineando come il marchio Colmar sia “segno distintivo di una grande storia familiare fondata su valori etici profondi”.

L’addio a un capitano d’impresa che amava la gente prima del profitto

Dalle testimonianze che emergono in queste ore, trapela l’immagine di un uomo che, pur manovrando una realtà da oltre cento milioni di fatturato, non aveva mai smesso di coltivare un approccio umano e diretto. A descriverlo con la voce rotta è il figlio primogenito Stefano, che lo ricorda come una persona che “amava la gente prima del profitto” e che era “un generoso”. Appassionato di cucina e amico di celebri chef, Colombo trovava nella convivialità una delle sue cifre stilistiche preferite, un’estensione naturale di quella filosofia aziendale basata sul rapporto personale e sulla fiducia. Era questa, forse, la sua vera eredità: un modo di fare impresa che non separa mai il bilancio dalla relazione, il prodotto dalla persona che lo indossa.

La camera ardente sarà allestita giovedì 9 aprile, dalle 9 alle 18, nella sede dell’azienda di via Olimpia 3 a Monza, mentre i funerali si terranno venerdì mattina alle 10.45 nel Duomo della città. L’intera comunità monzese, al di là delle cariche istituzionali, si prepara a rendere omaggio a chi ha saputo trasformare un cognome in un emblema mondiale, governando il cambiamento senza mai dimenticare da dove si era partiti. La Colmar, oggi guidata anche dai cugini Giulio e Carlo e con la quarta generazione – i figli di Mario – già inserita nei meccanismi aziendali, si trova ora ad affrontare una stagione inedita: quella in cui lo sguardo del fondatore, seppur assente, resterà comunque impresso in ogni capo che uscirà dagli stabilimenti di Monza.

Meta Description: Morto a 71 anni Mario Colombo, presidente di Colmar. Lutto a Monza per l’imprenditore che ha vestito i campioni dello sci e rilanciato il marchio simbolo del Made in Italy.

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