Olimpiadi Milano-Cortina 2026, Franzoni e Paris alla conquista della Stelvio nella prima discesa libera con medaglie
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Redazione Sport
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Il giorno più atteso, quello che vale una carriera e condensa il sogno di un'intera vita sportiva in poco più di un minuto e mezzo di puro adrenalinico abbandono alla forza di gravità, è finalmente arrivato. Alle 11.30, sulla celebre e temutissima pista Stelvio di Bormio, si alzerà infatti il cancello di partenza della discesa libera maschile, il primo evento che assegnerà medaglie in queste Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, inaugurate da una cerimonia che, come ha sottolineato ad esempio il 'Guardian', è stata giudicata "memorabile, chic e ammaliante". Un inizio, quello dei Giochi, definito da molti una vera e propria lettera d'amore all'Italia, la quale, nonostante un cielo coperto e condizioni meteorologiche in evoluzione sull'arco alpino, si appresta ora a vivere il cuore della competizione.
Il dominio di Odermatt e il quartetto azzurro
Protagonista assoluto della giornata, l'evento vedrà scendere in pista i migliori velocisti del circo bianco, a cominciare dal dominatore della Coppa del Mondo, il quale, pur affrontando il tracciato con il pettorale numero sette, tra Monney e prima di von Allmen e Kriechmayr, rappresenta il grande obiettivo olimpico dell'intera rassegna a cinque cerchi. A sfidarlo, con il cuore carico di speranza e la tecnica affinata in anni di sacrifici, ci sarà un quartetto azzurro di altissimo livello: da Giovanni Franzoni, al via con il dorsale 11, a Florian Paris, che indosserà il 15, passando per Domme (12) e Mattia (14). Per loro, e in particolare per Franzoni e Paris, indicati dalle pettorine indossate dai tifosi già assiepati lungo il tracciato, si materializza l'occasione per entrare nella storia, inseguendo quel metallo prezioso che solo Zeno Colò, nel lontano 1952, seppe conquistare per l'Italia in questa specialità.
La parabola di Franzoni e le altre gare in programma
Su tutti, gli occhi sono puntati sulla formidabile parabola di Giovanni Franzoni, il bresciano di Manerba del Garda assurto, nel giro di soli tre mesi, da promessa a re indiscusso della velocità sul palcoscenico nazionale, pronto ora a tentare l'impresa di lasciare un segno immortale e di raggiungere, oltre a Colò, anche le gesta di altri medagliati tricolori come Innerhofer e Plank. Mentre il boato accompagnerà ogni scatto dagli starting gate della Stelvio, il programma olimpico della giornata, che assegna le prime medaglie dopo le gare di contorno disputate da giovedì, prevede altri quattro podi: si comincia con lo skiathlon femminile di fondo (10 km tecnicamente classici + 10 km a tecnica libera), per proseguire con la gara dei 3000 metri femminili di pattinaggio di velocità, con il salto dal trampolino piccolo individuale sempre al femminile e, infine, con la prima assegnazione nel big air uomini di snowboard.
Un palcoscenico globale per lo sport italiano
Una giornata, quindi, intensa e ricchissima di emozioni, che vedrà gli atleti azzurri impegnati su più fronti, dalle nevi di Livigno per il freestyle al ghiaccio dell'hockey, mentre la discesa libera rimane, innegabilmente, il fulcro narrativo e sentimentale. Un appuntamento che trascende il semplice risultato sportivo, proiettandosi nel solco della tradizione e della sfida contro i limiti umani, sullo sfondo di un'Italia che, dopo lo show di apertura acclamato dalla stampa estera, mostra al mondo intero la sua capacità di organizzare e celebrare un evento di portata universale, nel quale lo sport diventa linguaggio comune in un periodo storico complesso.




