Borse in rosso dopo l'annuncio di Weber, la Ue sospende l'accordo sui dazi con gli Stati Uniti
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Redazione Economia
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Le borse europee, ancora scosse dal tonfo di ieri, hanno riaperto i listini in territorio negativo, riflettendo una nervosismo che si è fatto struttura. A gettare benzina sul fuoco delle tensioni commerciali è stato l’annuncio, a firma del presidente del Partito Popolare Europeo Manfred Weber, riguardante la decisione del Parlamento di Strasburgo di sospendere l’intesa sui dazi siglata a fine luglio con l’amministrazione statunitense. Una mossa, questa, che spalanca scenari inediti e potenzialmente gravidi di conseguenze per le relazioni transatlantiche, le quali si avviano su un terreno inesplorato mentre gli investitori, alla ricerca di un riparo, continuano a riversare capitali nei beni rifugio, spingendo l’oro verso nuovi massimi e alimentando l’impennata della volatilità.
Il countdown dei controdazi e la linea dura di Davos
Sul tavolo dei negoziatori europei, i quali si trovano a dover gestire una partita delicatissima, batte con insistenza la scadenza del 6 febbraio, data oltre la quale scatterebbero in automatico – se non si intervenisse – i controdazi precedentemente congelati. Sono molti, del resto, coloro i quali premono per un approccio di forza verso Washington, dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato dazi fino al 200% su champagne e vini francesi; tra questi spiccano il presidente francese e lo stesso Weber, i quali vedono nella sospensione dell’accordo un passaggio quasi obbligato. A Davos, intanto, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha definito “un errore” le tariffe aggiuntive proposte dalla Casa Bianca, ribadendo come la risposta europea dovrà essere al contempo ferma e proporzionata, senza però escludere alcuna opzione.
Lo scenario strategico e la questione groenlandese
Mentre il clima finanziario si surriscalda, parallelamente si muovono anche i tasselli di uno scenario strategico più ampio, nel quale si inserisce la notizia dell’imminente arrivo di aerei del Comando di Difesa Aerospaziale Nordamericano alla base di Pituffik, in Groenlandia. Il Norad, che ha diffuso la comunicazione attraverso i propri canali social, ha tenuto a precisare che le operazioni, coordinate con la Danimarca, sono pianificate da tempo e si svolgono nel pieno rispetto delle necessarie autorizzazioni diplomatiche. Una vicenda, questa, che si intreccia con le dichiarazioni di von der Leyen, la quale, sempre dal forum di Davos, ha espresso la disponibilità dell’Unione a investire proprio in Groenlandia, gettando un ponte tra le contese commerciali e le dinamiche geopolitiche.
Divergenze interne e la strada per l’autonomia
All’interno del panorama comunitario, peraltro, non mancano le divergenze sull’entità della risposta da opporre alla mossa americana: c’è chi, infatti, cerca di allontanare lo spettro di una ritorsione economica dal valore di 93 miliardi di euro, un vero e proprio bazooka, e chi invece ne rivendica senza mezzi termini l’utilizzo come unico linguaggio comprensibile. In questo quadro complesso, il richiamo della presidente della Commissione a “lavorare per una nuova Europa indipendente” suona come una direttrice politica chiara, che mira non solo a fronteggiare l’immediato braccio di ferro sui dazi ma anche ad accelerare un percorso di autonomia strategica, destinato a segnare, indipendentemente dagli esiti delle prossime trattative, il futuro del blocco.




