Dl Commissari, la linea dell’Oice tra sostegno al Ponte e paletti invalicabili

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’audizione presso l’VIII Commissione del Senato ha fornito l’occasione, all’Associazione confindustriale che riunisce le società di ingegneria e architettura italiane, l’Oice, per tracciare un confine netto: sì al superamento delle criticità segnalate dalla Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto, ma senza che questo diventi un varco per deroghe sistematiche ai principi fondamentali che regolano i contratti pubblici. Il messaggio, portato nel corso dell’esame del disegno di legge che disciplina i commissari straordinari, è duplice. Da un lato, il plauso per l’attenzione riservata al coinvolgimento dell’ingegneria nazionale in un’opera di tale complessità, recependo le indicazioni della magistratura contabile. Dall’altro, un monito chiaro: l’efficienza delle procedure non può tradursi in una sospensione delle tutele previste per l’equo compenso, per l’equilibrio contrattuale e per le piccole e medie imprese.

La questione della gara e il nodo Anac

Proprio mentre l’Oice puntualizzava la necessità di strutture di supporto adeguate per dare piena attuazione ai poteri dei commissari, un altro fronte si apriva sul fronte della legalità della procedura. È la stessa Autorità Nazionale Anticorruzione, nella voce del suo presidente Giuseppe Busia, a sollevare un rilievo destinato a pesare sull’iter dell’opera. Nel corso delle audizioni parlamentari, Busia ha sottolineato come il decreto varato dal governo non sciolga, a suo avviso, il nodo della nuova gara. Il rischio, per l’Anac, è concreto: con il passaggio a un finanziamento interamente pubblico, l’incremento della spesa rispetto ai costi originariamente previsti rischia di superare la soglia del 50 per cento, una circostanza che, alla luce della normativa europea, imporrebbe di bandire una nuova procedura di affidamento.

La replica della società Stretto di Messina, affidata all’amministratore delegato Pietro Ciucci, ha cercato di spostare il tiro sul piano tecnico. L’adeguamento dei corrispettivi, ha spiegato Ciucci, non deriva da modifiche sostanziali del progetto ma dall’applicazione di clausole di indicizzazione dei prezzi, un fenomeno che ha attraversato l’intero comparto delle infrastrutture. Nella sua audizione, il vertice della società concessionaria ha ribadito la tabella di marcia: chiusura dell’iter approvativo entro l’estate, con l’obiettivo di aprire i cantieri nell’ultimo trimestre del 2026, fissando così un orizzonte temporale che si intreccia con le scadenze politiche e amministrative.

Le piazze e il fronte del sì

Mentre le istituzioni si confrontano sui tecnicismi delle gare e sulle prescrizioni della Corte dei Conti, il territorio si prepara a scendere in campo. Venticinque associazioni, cui si è aggiunto di recente il sostegno della Cisl di Messina, hanno indetto una manifestazione per sabato prossimo a Messina. Si tratta, per gli organizzatori, di un passaggio cruciale nel percorso che dovrebbe portare alla realizzazione dell’infrastruttura: un appello alla politica affinché si superi quella che viene definita “opposizione ideologica”. La mobilitazione mira a raccogliere il consenso di chi vede nel collegamento stabile tra Sicilia e Calabria non solo un’opera faraonica, ma un volano per l’occupazione e la rimozione del costo dell’insularità.

La posta in gioco, nelle parole dei sindacati e dei comitati che aderiscono all’iniziativa, è quella di restituire centralità al Mezzogiorno nei corridoi europei. La richiesta che emerge dalla piazza, dunque, è quella di una accelerazione che non lasci spazio a ulteriori rallentamenti burocratici, in controtendenza rispetto ai rilievi sollevati dall’Anac e alle cautele espresse dall’Oice riguardo al mantenimento delle tutele per le imprese e i professionisti. Il quadro che ne deriva è quello di una partita giocata su più tavoli: da un lato la necessità di rispettare i crismi della legalità europea e della concorrenza, dall’altro la pressione sociale e politica per non disperdere l’occasione rappresentata dai finanziamenti già stanziati.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.