Atalanta, la panchina scricchiola e la classifica piange: Juric appeso a un filo
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Redazione Sport
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Alla fine capita anche ai migliori, che, accecati da successi straordinari, finiscono per credersi artefici unici di un miracolo, trascurando colui che, di quel miracolo, è stato forse il principale architetto. Era accaduto ad Aurelio De Laurentiis, il quale, inebriato dallo scudetto, sostituì Luciano Spalletti con una figura di transizione, prima Rudi Garcia e poi Walter Mazzarri, innescando un declino che tutti hanno potuto constatare. Un percorso analogo, seppur con dinamiche diverse, aveva coinvolto Andrea Agnelli quando pensò di poter fare a meno di Giuseppe Marotta, una decisione i cui esiti, nel lungo periodo, hanno segnato profondamente la Juventus. Ci è cascato, suo malgrado, anche Antonio Percassi, convinto che fosse il suo modello, e non la geniale guida tecnica di Gian Piero Gasperini, il vero motore della prolungata festa nerazzurra; mentre, come minimo, il merito andava equamente diviso tra l’imprenditore e l’allenatore.
Il pesante fardello dell'eredità
L’era post Gasperini, che pure si era aperta con un cauto ottimismo, si sta rivelando una gatta da pelare, un problema spinoso che la società fatica a gestire. I nerazzurri, dopo essersi illusi con la prestazione in Champions League a Marsiglia, sono incappati in una delle sconfitte più pesanti e imbarazzanti dell'ultimo periodo, un netto 0-3 in casa contro il Sassuolo che ha aggravato una crisi di cui non sembra esservi una spiegazione univoca. Quella sconfitta, subita nell'anticipo domenicale, ha cancellato in un solo colpo i benefici psicologici del successo europeo, gettando la squadra in un baratro di dubbi e perplessità.
Un bilancio che non convince
Ivan Juric, che era stato chiamato a raccogliere un'eredità ingombrante, si trova ormai sulla graticola, con la sua posizione divenuta insostenibile dopo un avvio di campionato che, a definirsi a singhiozzo, risulta persino troppo generoso. L’Atalanta, in undici giornate, ha messo insieme appena tredici punti, collezionando soltanto due vittorie e un filotto di pareggi che, se da un lato hanno preservato a lungo l’imbattibilità, dall’altro non hanno contribuito a scalare una classifica che rimane del tutto insoddisfacente. La pausa internazionale, che spesso offre un respiro per le squadre in difficoltà, in questo caso sembra piuttosto preludere a un cambiamento radicale.
La ricerca di una soluzione
Le strade di Ivan Juric e dell’Atalanta appaiono ormai destinate a separarsi, con l’esonero che viene considerato una mossa ormai inevitabile. Il pesante ko interno contro il Sassuolo, sommato alla precedente sconfitta subita in trasferta contro l’Udinese, ha spinto la proprietà dei Percassi verso la decisione di cambiare guida tecnica. La nuova svolta, che si profila nel novero delle panchine della Serie A, avrebbe già un nome ben preciso: Raffaele Palladino, con il quale la società avrebbe già trovato un’intesa, è indicato come la prima scelta per tentare di risollevare le sorti di una squadra che sembra aver smarrito la sua identità.




