Zuppi contro il governo: "Modifiche unilaterali all'8 per mille danneggiano la Chiesa"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha espresso una netta disapprovazione verso la decisione del governo di rivedere le modalità di attribuzione della quota statale dell’8 per mille. «Esprimo delusione per la scelta di modificare in modo unilaterale finalità e criteri», ha dichiarato, sottolineando come l’intervento rischi di minare «la realtà pattizia dell’accordo».

La polemica, che covava da mesi, si è riaccesa dopo l’introduzione di un nuovo indirizzo nella destinazione dei fondi, volto a finanziare progetti per il recupero dalle tossicodipendenze e altre forme di dipendenza patologica. Una mossa che, secondo la Cei, altera il sistema vigente, basato su un equilibrio delicato tra Stato e confessioni religiose. «Si crea una disparità», ha aggiunto Zuppi, «che danneggia non solo la Chiesa cattolica, ma anche le altre confessioni che hanno siglato intese con lo Stato».

Palazzo Chigi, dal canto suo, ha replicato affermando che la riforma rientra nelle scelte adottate durante l’esecutivo Conte II, precisando che l’obiettivo non è colpire gli enti religiosi, ma destinare risorse a interventi sociali urgenti. «Non ci interessano i soldi, ma i poveri», è stata la risposta secca, che però non ha placato le proteste.

La questione, oltre a riaprire un dibattito annoso sul rapporto tra istituzioni civili e religiose, solleva interrogativi sull’effettiva portata della modifica. Se da un lato il governo insiste sulla necessità di flessibilità nella gestione dei fondi pubblici, dall’altro la Cei teme un precedente che potrebbe ridurre, nel tempo, le risorse destinate alle attività caritative e culturali delle diocesi.

Quello che emerge è uno scontro non solo economico, ma anche simbolico. Zuppi, romano di origine e figura chiave nel dialogo con le istituzioni, ha scelto toni insolitamente duri, segno di una frattura che potrebbe complicare i rapporti tra Santa Sede e esecutivo. Intanto, altre confessioni religiose osservano con attenzione, consapevoli che la posta in gioco riguarda anche i loro spazi di azione.

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