Trump e Putin in Alaska: "Venerdì vado in Russia", la gaffe e l'incontro sul futuro dell'Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   "Vedrò Putin, andrò in Russia venerdì". Con queste parole, pronunciate durante una conferenza stampa alla Casa Bianca dedicata all’emergenza criminalità a Washington, Donald Trump ha involontariamente riscritto la geografia, facendo sparire per un attimo i confini tra Stati Uniti e Russia. L’Alaska, dove effettivamente si terrà l’incontro con Vladimir Putin il 15 agosto, è stata trasformata in una sorta di terra di nessuno, o forse di tutti e due. Un lapsus che, al di là dell’imprecisione, ha catalizzato l’attenzione su un vertice destinato a influenzare gli equilibri internazionali.

La guerra in Ucraina, scoppiata dopo l’invasione russa del febbraio 2022, resta il cuore delle discussioni. Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha ammesso senza giri di parole che "ci saranno degli scambi, ci saranno dei cambiamenti territoriali", lasciando intendere che Mosca potrebbe consolidare il controllo su parte dei territori occupati. "La Russia ha preso una porzione significativa dell’Ucraina, un’area strategica", ha aggiunto, senza però specificare se si tratterà di concessioni definitive o di un temporaneo riconoscimento dei fatti compiuti.

Prima del faccia a faccia in Alaska, il presidente americano ha annunciato una telefonata con Volodymyr Zelensky, prevista per mercoledì, alla quale potrebbero partecipare anche alcuni leader europei. Tra questi, con ogni probabilità, i firmatari della recente dichiarazione di sostegno a Kiev: Italia, Francia, Germania, Polonia, Finlandia e Regno Unito. Un segnale di coordinamento, almeno formale, in vista di un negoziato che rischia di lasciare l’Europa ai margini.

L’Alaska, del resto, non è stata scelta a caso. È il punto in cui Stati Uniti e Russia si avvicinano fino a quasi sfiorarsi, separati solo dallo stretto di Bering. Un simbolo di prossimità fisica che contrasta con le distanze politiche accumulate in anni di tensioni. Trump, che in passato non ha mai nascosto la sua ammirazione per Putin, dovrà ora dimostrare se quell’approccio possa tradursi in una soluzione concreta. "Chiederò a Putin di finire la guerra", ha promesso. Ma le sue stesse parole sugli "scambi territoriali" lasciano presagire che il prezzo da pagare potrebbe essere alto.

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