La Popolare di Sondrio risponde alla Bce: «Misure già avviate, situazione sotto controllo»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo una giornata di indiscrezioni e notizie rilanciate dalle agenzie, la Banca Popolare di Sondrio ha replicato alle prescrizioni della Banca centrale europea, affermando di aver già adottato «azioni e misure di rimedio» che completerà «nei tempi previsti». L’istituto di credito, con sede in piazza Garibaldi, ha sottolineato come la Bce si sia riservata di valutare l’efficacia concreta di tali interventi nel corso del loro sviluppo.

L’ispezione condotta da Francoforte, durata sei mesi – tra l’ottobre 2022 e il marzo 2023 – aveva rilevato «gravi e significative carenze» nella governance della banca, con particolare riferimento alla gestione del rischio di credito. Tra le criticità emerse, la concentrazione di poteri in poche figure dirigenziali e la necessità di una più chiara separazione delle responsabilità tra le funzioni chiave. Per questo, la Bce ha imposto il ricorso a un advisor esterno, incaricato di valutare come ridistribuire i compiti e migliorare i processi decisionali.

La Popolare, da parte sua, ha precisato che l’attività ispettiva era già stata menzionata nei bilanci relativi al 2023 e al 2024, nonché nel resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2025. Inoltre, il 29 aprile scorso, la Bce ha formalizzato una decisione finale che impone specifici requisiti e raccomandazioni, tra cui il potenziamento della struttura dirigenziale e delle funzioni di controllo interno.

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