Sanchez difende l'amnistia per gli accusati della sfida alla sovranità in Catalogna

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il segretario generale del PSOE, presidente ad interim del Governo spagnolo e candidato all'investitura, Pedro Sanchez, ha difeso l'amnistia per gli accusati della sfida alla sovranità in Catalogna. Secondo Sanchez, il provvedimento è nell'interesse della Spagna e non rappresenta un "attentato" alla Costituzione.

La Calle de Ferraz, la via di Madrid che ospita la sede del Partito socialista spagnolo, vive una quotidianità sospesa da quando il premier Pedro Sanchez ha raggiunto l’intesa con Junts per Catalunya di Carles Puigdemont. Da diversi giorni, ogni sera si riuniscono centinaia o migliaia di persone per manifestare contro l’accordo di governo e per denunciare soprattutto l’amnistia promessa da Sanchez ai secessionisti condannati per la dichiarazione unilaterale di indipendenza del 2017.

La protesta contro l'amnistia concessa agli indipendentisti catalani va avanti da giorni. Tanti urlano "siamo una dittatura" ripetendo le frasi di Abascal, il leader di Vox. Domani la possibile fiducia a Sanchez. Ancora incidenti sotto la sede nazionale del Psoe, partito di Pedro Sanchez. Alcune migliaia di militanti dell'estrema destra, per la tredicesima serata consecutiva, si sono dati appuntamento in Calle Ferraz, a Madrid, per protestare contro l'amnistia agli indipendentisti catalani.

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