Il pranzo dei candidati agli Oscar 2026 tra stile, record e ritocchi sartoriali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’appuntamento con la fotografia di classe, quello che ogni anno riunisce i duecentotrenta candidati spalmati sulle ventiquattro categorie in gara per mettere in pausa la competizione – feroce, come sempre accade quando si avvicina la notte delle notti – e posare insieme, si è tenuto martedì al Beverly Hilton di Beverly Hills. La novantottesima edizione degli Academy Awards, in programma per domenica 15 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles e condotta per il secondo anno consecutivo da Conan O’Brien, ha visto i suoi protagonisti sfilare in un red carpet diurno che, pur privo della solennità notturna della cerimonia madre, impone regole precise in fatto di eleganza tailor-made e appropriatezza stagionale -2-5-10. L’edizione di quest’anno, cancellata dodici mesi fa a causa dei devastanti incendi che hanno martoriato l’area di Los Angeles, è tornata a celebrare il rito collettivo con una partecipazione quasi totale dei nominati, segno che l’industria, nonostante tutto, riprende a respirare -5.

Emma Stone, Kate Hudson ed Elle Fanning: tre variazioni sul nero interrotte dal rosso

Sarebbe stato un tappeto in bianco e nero, se Kate Hudson – candidata come miglior attrice protagonista per Song Sung Blue – non avesse squarciato la monotonia cromatica con un abito lungo in seta scarlatta di Lanvin stretto in vita da una cintura maschile, accessorio al quale ha aggiunto un paio di guanti in pelle nera fino al gomito, dettaglio che ha immediatamente polarizzato l’attenzione dei cronisti di moda -2-4-8. Emma Stone, che torna in lizza per Bugonia, ha scelto invece un blazer-dress di Julie de Libran dal profondo scollo a V, portato senza reggiseno e abbinato a sandali Aquazzura con tacco sottile, mentre la chioma, tagliata corta e ondulata, ricordava certe notti di mezza estate francesi -2-4. Elle Fanning, ventisettenne alla sua prima nomination per Sentimental Value nel ruolo di non protagonista, ha interpretato il rigore sartoriale di Givenchy in una lunga giacca abito con paramani bianchi e gonna plissé sul davanti, calzature Stuart Weitzman in vernice e punta affilata -2-4. Tra loro, Teyana Taylor, candidata per One Battle After Another, ha indossato un abito in pelle nera scollatissimo sormontato da un cappotto di paillettes che le poggiava sulle spalle come un mantello regale, e ha intrattenuto a lungo Steven Spielberg prima di raggiungere il tavolo di Wagner Moura e Jacob Elordi, quest’ultimo assediato da richieste di selfie -2-9.

Leonardo DiCaprio senza cravatta e il caso Timothée Chalamet

Tra gli uomini, l’assenza di cravatta ha caratterizzato la maggior parte delle presenze, a cominciare da Leonardo DiCaprio – in lizza come protagonista per One Battle After Another – che ha abbottonato fino al collo una camicia bianca sotto un doppiopetto nero, presentandosi al fianco del padre George e intrattenendosi con Josh Safdie e Stellan Skarsgård -2-6-9. Timothée Chalamet, che insegue la statuetta per Marty Supreme, ha invece optato per un completo satinato blu notte dai pantaloni visibilmente non stirati, circostanza che gli è valsa l’inclusione in molte classifiche dei peggiori vestiti della giornata, laddove altri – tra cui il Daily Mail – ne hanno invece sottolineato l’audacia cromatica -1-2-3. Michael B. Jordan, protagonista maschile per Sinners – il film che con sedici nomination ha stabilito il nuovo record assoluto nella storia dell’Academy – ha sfoggiato un gessato grigio scintilla su canotta nera, mentre Ethan Hawke è apparso con jeans troppo larghi e bolo tie argentato accanto alla figlia Indiana -1-2-6. Rose Byrne, in Bottega Veneta con décolleté beige e spalla scoperta, e Jessie Buckley, abito nero minimalista, hanno confermato la tendenza di un tappeto volutamente dimesso, quasi una prova generale prima del gran ballo -2-4.

Il rito collettivo della fotografia di classe e l’abbraccio tra registi

Prima del pranzo vero e proprio, servito con hors d’oeuvres e champagne nella sala da ballo dell’albergo, la presidente dell’Academy Lynette Howell Taylor ha rammentato a tutti i presenti il protocollo dei quarantacinque secondi per l’eventuale discorso di ringraziamento, e Lou Diamond Phillips ha quindi scandito i nomi per la tradizionale foto di gruppo -9. Sulle pedane, disposte a gradoni, si sono stretti attori, tecnici, sceneggiatori e produttori, e quando è toccato a Ryan Coogler, a Paul Thomas Anderson e a Guillermo del Toro l’applauso è cresciuto fino a diventare corale, suggellato dall’abbraccio tra Anderson e del Toro nel centro esatto dell’inquadratura -9-10. La tote bag Dior uomo portata da Reece Feldman, già noto per le sue incursioni ironiche sul tappeto rosso, ha fatto sorridere i presenti; alcuni, tra i più attenti, vi hanno letto un riferimento a Dracula, passione dichiarata del direttore creativo Jonathan Anderson, e per un attimo la tensione tra i due favoriti della corsa al miglior attore – Chalamet e DiCaprio, per l’appunto – è parsa dissolversi in un clima di complicità distesa -8.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.