Bjk cup, Garbin cambia: dentro Stefanini, fuori Grant per la sfida al Giappone a Velletri
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Redazione Sport
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La vigilia del sorteggio, che si terrà domani presso il complesso sportivo “Colle degli Dei” di Velletri, porta con sé un avvicendamento – tutt’altro che marginale – nella delegazione azzurra che venerdì e sabato affronterà il Giappone per un posto nelle finali di Shenzhen, in programma dal 22 al 27 settembre. Tathiana Garbin, capitana della formazione italiana di Billie Jean King Cup, ha infatti richiamato Lucrezia Stefanini, attuale numero 147 del ranking mondiale, sostituendola a Tyra Grant, quest’ultima impegnata in questi stessi giorni in Sardegna, nel torneo ITF W35 di Santa Margherita di Pula. Una decisione, quella della capitana, che modifica gli equilibri di una squadra già di per sé solida: Stefanini, toscana, classe 1998, si è prontamente aggregata al gruppo guidato in campo da Lucia Bronzetti, Elisabetta Cocciaretto, Sara Errani e Jasmine Paolini.
La scelta tattica di Garbin e il nuovo assetto azzurro
La sostituzione, comunicata ufficialmente dalla Federazione, non è frutto di un infortunio dell’ultimo minuto né di un imprevisto di natura fisica: Grant, giovanissima promessa del tennis italiano, ha preferito (o dovuto, a seconda delle necessità di calendario) onorare l’impegno sardo, un torneo minore che le avrebbe comunque garantito match e punti preziosi. Garbin, dal canto suo, ha optato per l’esperienza di Stefanini, reduce da un periodo altalenante ma dotata di un bagaglio tecnico – e di una conoscenza della terra battuta – che sulla lenta superficie laziale potrebbe rivelarsi decisivo. La toscana, che vanta già diverse presenze nella competizione, si è messa a disposizione del team e ha già preso parte alle sedute di rifinitura a Velletri, dove il clima è quello tipico della vigilia di una sfida secca: nessun margine di errore, con in palio un passaggio diretto alle finali cinesi.
Il contesto della sfida: Velletri, terra battuta e qualificazione pesante
L’Italia, va ricordato, arriva a questo tie da campionessa in carica delle ultime edizioni, un dettaglio che non aggiunge pressione alla capitana ma che impone comunque un approccio privo di sottovalutazioni. Il Giappone, dal canto suo, si presenterà con una formazione competitiva, sebbene priva di alcune delle sue punte più celebri; il sorteggio di venerdì definirà gli ordini di gioco, con i singolari previsti per il primo giorno e il doppio – eventualmente decisivo – per il secondo. Il terreno del “Colle degli Dei”, impianto già noto per aver ospitato eventi minori del circuito, è stato preparato per esaltare le caratteristiche delle giocatrici italiane: Errani e Paolini, in particolare, potrebbero rivelarsi un’arma letale sia nei singolari che in coppia, mentre Cocciaretto e Bronzetti offrono garanzie di solidità da fondocampo. L’innesto di Stefanini, numero 147 WTA, non stravolge i pronostici ma aggiunge una variabile tattica non trascurabile: la sua capacità di variare il gioco e di leggere le traiettorie basse potrebbe rivelarsi utile contro avversarie abituate a ritmi più sostenuti.
Un cambio che racconta le difficoltà di gestione del calendario
Al di là della mera sostituzione, il caso Grant-Stefanini evidenzia un problema strutturale che affligge spesso le nazionali di tennis: la concomitanza tra impegni della Fed Cup (oggi Billie Jean King Cup) e tornei minori del circuito ITF o WTA. Grant, impegnata in Sardegna, non avrebbe probabilmente fatto in tempo a preparare al meglio la sfida di Velletri, e Garbin – che ha sempre difeso il principio della disponibilità totale – ha scelto di non forzare la mano. Stefanini, al contrario, era libera e già in forma, avendo disputato nelle settimane precedenti alcuni tornei sulla terra europea. La toscana si è già allenata con il gruppo, mostrando buone sensazioni; il suo inserimento, per quanto tardivo, non dovrebbe alterare la chimica di uno spogliatoio che, sotto la guida della capitana, ha imparato a gestire le emergenze con pragmatismo. Resta da vedere se Garbin la schiererà subito o la terrà in riserva per un eventuale doppio: l’unica certezza, al momento, è che il Giappone dovrà studiare un’avversaria in più, e che Velletri si prepara a due giorni di tennis ad alto tasso tecnico.
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