BioWare, la petizione supera le firme necessarie: il Canada dovrà rispondere
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La petizione per salvare BioWare ha superato la soglia minima di firme prevista dalla procedura parlamentare canadese e potrà arrivare alla Camera dei Comuni, aprendo la strada a una risposta ufficiale del governo. L'iniziativa chiede alle istituzioni di intervenire per consentire allo storico sviluppatore di videogiochi di tornare indipendente, sottraendo lo studio e le sue proprietà intellettuali al controllo di Electronic Arts. La mobilitazione si affianca alla campagna internazionale Save Mass Effect, che su Change.org ha già raccolto oltre 300.000 adesioni per chiedere la prosecuzione della celebre saga fantascientifica. Due iniziative distinte, unite dalla volontà di impedire che un patrimonio videoludico venga definitivamente disperso.
La richiesta al governo: finanziare il ritorno all'indipendenza
La petizione ufficiale, identificata con il numero e-7898 e promossa con il sostegno del deputato Don Davies, non si limita a chiedere la conservazione di un marchio commerciale. Il suo obiettivo è ottenere dal governo canadese il capitale necessario affinché lo studio possa riacquistare la propria indipendenza e i diritti sulle proprietà intellettuali, riprendendo l'attività come impresa autonoma. Il documento contiene anche una richiesta più ampia: proteggere le aziende e le istituzioni culturali del Paese dalle decisioni dei grandi gruppi stranieri. I promotori considerano infatti lo sviluppo videoludico una componente importante dell'identità culturale canadese, soprattutto per la capacità di esportare produzioni riconosciute a livello internazionale.
Il terzo punto della richiesta riguarda i valori culturali associati alle produzioni dello studio: inclusività, tolleranza, democrazia, giustizia e diritti civili. Secondo i firmatari, le opere realizzate nel corso dei decenni hanno contribuito a diffondere questi principi attraverso personaggi, ambientazioni e storie capaci di raggiungere milioni di giocatori in tutto il mondo. Il documento sottolinea anche la dimensione economica del patrimonio accumulato, ricordando che i videogiochi dello sviluppatore hanno venduto complessivamente decine di milioni di copie. La richiesta di sostegno pubblico viene dunque presentata anche come una misura di tutela di un settore produttivo nazionale, non soltanto come una risposta alla delusione degli appassionati.
Come funziona la petizione e quando dovrà rispondere il governo
La procedura parlamentare canadese distingue le petizioni ufficiali dalle raccolte di firme private sui social network. Perché un documento elettronico possa essere certificato e presentato alla Camera dei Comuni, deve raggiungere almeno 500 sottoscrizioni valide. Possono firmare i cittadini canadesi e le persone residenti nel Paese, mentre ogni adesione deve essere confermata attraverso un messaggio di posta elettronica inviato dal sistema parlamentare. Il superamento della soglia rappresenta un passaggio importante, ma non comporta una presentazione immediata: la verifica definitiva delle firme viene effettuata soltanto dopo la chiusura della raccolta. Per questa iniziativa il termine è fissato al 4 marzo 2027.
Una volta conclusa la raccolta, il cancelliere delle petizioni dovrà verificare le sottoscrizioni e, se il requisito minimo sarà confermato, rilasciare la certificazione necessaria alla presentazione parlamentare. Da quel momento il governo sarà tenuto a fornire una risposta entro 45 giorni di calendario, salvo il caso in cui la Camera non sia riunita, circostanza per la quale la risposta dovrà arrivare nella successiva seduta parlamentare. Non si tratta, dunque, di un finanziamento già approvato né di un impegno assunto dall'esecutivo, ma di uno strumento istituzionale che obbliga il governo a prendere formalmente posizione sulla richiesta. La distinzione è importante anche rispetto alla campagna internazionale su Change.org, che si rivolge direttamente a Electronic Arts e non attiva gli stessi obblighi parlamentari.
La chiusura dello studio e la mobilitazione dei fan
La protesta nasce dalla decisione annunciata il 21 ottobre 2026, quando lo stesso sviluppatore ha comunicato ufficialmente la chiusura dopo oltre trent'anni di attività e la fine dello sviluppo iniziale del successivo progetto di Mass Effect. La società era stata fondata a Edmonton nel 1995 ed era entrata nell'orbita di Electronic Arts nel 2007. Nel corso della sua storia aveva realizzato produzioni diventate punti di riferimento per il genere dei giochi di ruolo, da Baldur's Gate a Neverwinter Nights, passando per Star Wars: Knights of the Old Republic, Dragon Age e la stessa saga fantascientifica. Una parte consistente della sua identità era legata proprio alla possibilità di costruire storie articolate, nelle quali le scelte dei giocatori influenzavano personaggi e sviluppi narrativi.
La mobilitazione non è rimasta confinata alle piattaforme digitali. Il 6 novembre un camion pubblicitario dedicato alla campagna Save Mass Effect ha cominciato a circolare nei pressi della sede centrale di Electronic Arts a Redwood City, in California, portando la protesta direttamente davanti agli uffici del gruppo. L'iniziativa si inserisce in una serie di manifestazioni di dissenso contro la cancellazione del progetto e la perdita dello studio, con i sostenitori intenzionati a richiamare l'attenzione sulla possibilità di proseguire la serie anche attraverso una diversa gestione dei suoi diritti.
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