Argentina, tra polemiche e carattere: la petizione contro la squadra di Messi supera i 6 milioni di firme
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Redazione Sport
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L'Argentina continua a dividere il mondo del calcio, esattamente come aveva già fatto lungo il percorso che l'ha portata a conquistare l'ultimo Mondiale. Da un lato c'è l'ammirazione per il talento immenso di Lionel Messi, che si porta dietro il sostegno di milioni di tifosi in ogni angolo del pianeta; dall'altro, però, c'è un gruppo di giocatori che sembra aver fatto dell'arroganza e delle polemiche una vera e propria cifra distintiva, alternando lacrime di gioia a comportamenti da bulli che alimentano un'antipatia diffusa.
E proprio in queste ore, al termine di una partita degli ottavi di finale che ha scatenato un'ondata di indignazione planetaria, una petizione online che chiede la squalifica della nazionale campione in carica dal torneo mondiale ha superato la ragguardevole cifra di sei milioni di firme.
La bufera dopo Argentina-Egitto
La miccia che ha fatto esplodere la protesta è stata la controversa gara tra Argentina ed Egitto, valida per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026, una partita che ha lasciato strascichi pesanti e un senso di ingiustizia difficilmente sopibile. L'arbitro francese François Letexier è finito al centro delle accuse più dure da parte degli appassionati, con molti che gli hanno rimproverato un presunto e reiterato favoritismo nei confronti della Selección, tanto da spingere gli organizzatori della petizione a chiederne l'esclusione dalla competizione per presunta parzialità arbitrale.
La campagna, lanciata nelle ore immediatamente successive al fischio finale, ha raccolto un'adesione impressionante e trasversale, alimentata da una narrazione che vede l'Argentina sempre al centro di episodi arbitrali quantomeno discutibili quando si gioca sui palcoscenici più importanti.
Le radici profonde di un'antipatia storica
C'è stato un tempo in cui l'Argentina era molto antipatica, e forse quel tempo non è mai realmente finito, come dimostrano le reazioni scatenate anche solo dalla loro presenza in campo. La storia del calcio sudamericano ci insegna che la rivalità con i vicini di casa è sempre stata accesa, ma il New York Times ha recentemente dedicato un approfondimento per cercare di capire le radici di questo sentimento così radicato, scoprendo che uno dei motivi principali è legato a un certo modo di fare degli argentini, giudicato da molti come troppo prepotente e ostentato.
Quando la Colombia viene eliminata, i colombiani iniziano a tifare contro l'Argentina; stessa cosa fanno gli uruguaiani, gli ecuadoriani e, naturalmente, i brasiliani, che non perdono mai occasione per gioire delle sfortune dei loro rivali storici, mentre persino gli scozzesi, per motivi che affondano in altre storie, condividono questo sentimento di avversione.
Un parallelo con il meridione d'Italia
Un episodio che aiuta a comprendere questa dinamica, in una prospettiva forse più vicina al nostro sentire europeo, è il paragone che spesso viene fatto tra gli argentini e i meridionali d'Italia: una sorta di insopportabilità che trova eco anche in America Latina, dove la selección viene considerata arrogante e troppo incline a fare i "terroni" con gli avversari.
C'è stato un tempo, del resto, in cui intere città hanno fischiato l'inno di una nazione per offendere un calciatore colpevole di verità e di indossare la maglia di un club che aveva sfidato il potere del nord, e persino un gesto di rispetto a Napoli venne distorto mediaticamente per far credere che i napoletani avessero smesso di sentirsi italiani.
L'Argentina, insomma, gioca e vince anche grazie a questa sua capacità di farsi odiare e amare allo stesso tempo, come se il mondo intero, diviso tra chi la sostiene e chi la detesta, fosse costretto a prendere una posizione, e la petizione che chiede la sua squalifica non è che l'ultimo, fragoroso capitolo di questa storia infinita.




