Como-Napoli, primo tempo senza gol e con un brivido per Perrone: sanguina a centrocampo
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Redazione Sport
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Al 45’ del Sinigaglia, il tabellone dice ancora 0-0, eppure il racconto di questa prima frazione di gara tra Como e Napoli non è privo di accadimenti, anzi. La squadra di Fabregas, quella che sulla carta doveva subire il gioco degli azzurri, si è invece rivelata due volte vicinissima al gol, prima con Douvikas e poi con Diao, in un susseguirsi di emozioni che ha tenuto col fiato sospeso i presenti. Occasioni nitide, per l’esattezza: nel caso del primo, è stato Rrahmani a salvarsi sulla linea di porta – una vera e propria sorta di tip tap a porta vuota che l’attaccante non ha saputo trasformare – mentre sul secondo tentativo è stato Milinkovic a opporsi con i riflessi. Due lampi in una partita che, per il resto, ha viaggiato su ritmi compassati, quasi a voler preservare l’equilibrio in vista della ripresa.
L’equilibrio precario e la paura per Perrone
La fase, quella che precede l’intervallo, si è trasformata in un momento di studio reciproco: le squadre cercavano di non correre danni, gestendo il possesso senza affondare il colpo. Ed è in questo contesto, a centrocampo, che si è consumato l’episodio più cruento del match. Un contrasto fortuito tra De Bruyne e Perrone – nulla di volontario, da quanto si è potuto vedere – ha steso a terra il secondo, il quale ha iniziato a sanguinare in modo vistoso, tanto da richiedere l’intervento immediato dei sanitari. Una sospensione che ha gelato l’atmosfera, con i compagni a fare scudo attorno al giocatore mentre lo staff medico lo medicava. Nessun dettaglio ulteriore sulla natura della ferita, ma l’allarme è stato percepibile.
Numeri e sensazioni: il Napoli fatica, il Como convince
A guardare i dati grezzi, il Napoli di Antonio Conte ha chiuso la prima frazione con un misero 40% di possesso palla e un solo tiro in porta: un dato che fotografa la difficoltà degli azzurri nel trovare varchi in una retroguardia lariana ben organizzata. Di contro, Fabregas ha visto la sua squadra creare almeno quattro conclusioni nello specchio, senza però riuscire a concretizzarle. La classifica, lo si ricorda, assegna a questa sfida un peso specifico notevole: da un lato il Napoli vuole blindare il secondo posto, dall’altro il Como – che sogna la Champions o quantomeno un posto in Europa League – ha dimostrato di potersela giocare alla pari. Non ci sono state rivoluzioni nelle formazioni, con Conte che ha operato un solo cambio rispetto all’ultima uscita e dovuto fare a meno di due indisponibili, mentre l’ex centrocampista del Barcellona ha confermato l’undici che tanto sta facendo parlare.
Recupero e attesa: la ripresa riparte da un sangue freddo
Due minuti di recupero sono stati concessi dal direttore di gara, sufficienti solo per esaurire la tensione di un primo tempo che ha regalato più lotta che spettacolo. La sensazione, al rientro negli spogliatoi, è che la stanchezza e la prudenza abbiano preso il sopravvento, ma l’infortunio di Perrone – seppur involontario – ha aggiunto quel pizzico di cronaca nera sportiva che nessuno vorrebbe. I sanitari hanno accompagnato il giocatore fuori dal terreno di gioco, mentre la partita si avviava verso l’intervallo con un solo verdetto: nessuna delle due compagini è riuscita a pungere, ma il Como ha collezionato le migliori occasioni. Ora, nel secondo tempo, si vedrà se la caparbietà dei padroni di casa riuscirà a tradursi in reti o se il Napoli, ferito nell’orgoglio, saprà ribaltare l’inerzia.




