Fabregas e il Como: “Perrone si è rotto il naso col Napoli, per l’Europa manca un pezzettino”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cesc Fabregas, tecnico del Como, ha parlato alla vigilia della sfida di Verona con quella che, va detto, è una consapevolezza ormai nitida: la sua squadra è a un passo da un obiettivo che fino a qualche mese fa appariva quasi utopistico. Nel corso della conferenza stampa, l’allenatore spagnolo ha aggiornato anzitutto le condizioni di Maximo Perrone, il centrocampista reduce dall’ultima gara di campionato. “Sì, si è rotto il naso contro il Napoli”, ha confermato Fabregas, aggiungendo – e qui arriva un dettaglio nonsecondario per l’assetto della mediana – che il giocatore si è comunque allenato regolarmente nella giornata di ieri, protetto da una maschera facciale. “Si sente bene, ma sicuramente può giocare. Dovrà essere operato dopo”.

Un infortunio, nessuna defezione immediata

La frattura del naso, stando alle parole del tecnico, non pregiudicherà quindi la disponibilità del ragazzo per le prossime partite, anche se l’intervento chirurgico – rinviato a campionato in corso – rappresenta una variabile da tenere in considerazione più avanti. Perrone, del resto, si era distinto nella sfida contro il Napoli, quella stessa partita poi chiusa in parità al “Sinigaglia” e che ha lasciato in dote un punto prezioso ma anche la sensazione di un’occasione sprecata. Fabregas, però, non si è soffermato sull’episodio traumatico in sé, bensì sulla tenuta psicofisica del calciatore: “Si è allenato con la maschera ieri. Si sente bene”, ha ribadito, chiudendo di fatto ogni possibile speculazione su un forfait.

Il discorso Europa: due punti e quel “pezzettino”

Più articolato, inevitabilmente, il capitolo relativo alla rincorsa alle coppe europee. Il Como, va ricordato, naviga in una zona di classifica che alla vigilia del torneo nessuno avrebbe pronosticato. “Numericamente mancano due punti”, ha spiegato l’ex centrocampista di Barcellona e Arsenal. “Siamo molto vicini all’Europa, sì, ma bisogna fare quel pezzettino in più”. Un’espressione, quest’ultima, che Fabregas ha utilizzato più volte nel corso del suo intervento quasi a voler sottolineare una distanza che non è solo matematica, bensì culturale e organizzativa. Perché, a suo avviso, per centrare l’obiettivo servirà una squadra “molto forte, corta”, ovvero compatta nei reparti e priva di vistosi squilibri.

La “carta bianca” di gennaio e una scelta tattica di fondo

Sul fronte del mercato, poi, l’allenatore ha gettato uno sguardo – senza però addentrarsi in nomi o trattative – a quella che definisce una consuetudine del calcio moderno: “a gennaio c’è sempre la carta bianca da usare, anche se quest’anno non l’abbiamo fatto”. Una precisazione, la sua, che rivela una precisa linea strategica. “Io preferisco iniziare meno, con tanta forza, due per ruolo, dopo a gennaio vediamo dove siamo e quanto si potrà spingere”. Tradotto: niente acquisti selvaggi nella finestra invernale appena trascorsa, ma una rosa essenziale – due elementi per ogni ruolo – e la possibilità di intervenire più avanti, al bisogno. Una filosofia, questa, che Fabregas ha ribadito con una certa nettezza, quasi a marcare la differenza rispetto ad altre società più propense agli inni di mezzo termine.

Match contro il Verona e pressione su Roma, Juventus e Milan

L’appuntamento di domenica a Verona (calcio d’inizio alle 12:30) rappresenta dunque molto più di una semplice trasferta. Per il Como, che arriva da un pareggio prestigioso col Napoli, si tratta di un’occasione per riagganciare la vittoria e – di conseguenza – per mettere pressione diretta a Roma, Juventus e Milan, tutte e tre coinvolte nella stessa bagarre europea. “Speriamo che accada, sì”, ha concluso Fabregas senza però lasciarsi andare a proclami. La sua, piuttosto, è la posizione di chi conosce i numeri (due punti da recuperare) e al tempo stesso le difficoltà di una corsa che richiede continuità, nervi saldi e quella “unione e competitività” che lo stesso tecnico ha indicato come pilastri del proprio credo.

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