Tragedia sull'A5: muore la piccola Lucia, l'autista del furgone racconta lo choc

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una serata che sembrava tranquilla si è trasformata in tragedia in pochi secondi lungo l'autostrada A5, nel tratto di Volpiano, dove la piccola Lucia, che lunedì avrebbe compiuto tre mesi, ha perso la vita. La bambina, residente a Quincinetto, viaggiava insieme alla madre, Costanza Fiore, a bordo di una Fiat 500X quando, secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Ivrea, l'auto è stata tamponata da un furgone in transito. L'impatto, la cui dinamica è al centro delle investigazioni, ha provocato la perdita di controllo del veicolo, che ha poi urtato violentemente le barriere in cemento della carreggiata. Dall'abitacolo, in seguito alla collisione, sono stati sbalzati sia l'ovetto che trasportava la neonata sia la bambina stessa, finiti entrambi sull'asfalto dell'autostrada.

Il racconto del conducente e la scena dello sgomento

«Ero spaventato. Dopo l'urto sono sceso e ho notato il bollo sulla fiancata anteriore destra del mio furgone. Non nego l'impatto, ma ero sotto choc e sono ripartito». Queste le parole con cui il conducente del furgone Ford, un quarantenne di Busano, ha spiegato ai carabinieri il suo gesto, definendolo non una fuga ma una reazione dettata dal panico. «Non volevo scappare. Devo aver perso la testa», ha aggiunto, descrivendo lo stato di confusione che lo avrebbe assalito subito dopo il tamponamento. Sul posto, intanto, si consumava la drammatica ricerca della piccola: i primi soccorritori e alcuni testimoni hanno raccontato di una madre sotto choc, che invocava aiuto e cercava disperatamente la figlia sulla carreggiata buia.

Le indagini e l'attesa dell'autopsia

Le indagini, affidate ai carabinieri, procedono ora per accertare con precisione ogni dinamica dell'incidente, valutando la velocità dei veicoli, le condizioni della strada e le responsabilità del conducente. Un tassello ritenuto cruciale sarà l'esame autoptico sul corpicino di Lucia, disposto dal magistrato e fissato per lunedì 15 dicembre. I risultati potranno chiarire, almeno in parte, le cause immediate del decesso e la violenza dell'impatto, fornendo elementi tecnici fondamentali per l'inchiesta. L'autopsia rappresenta, in casi come questi, un passaggio doloroso ma necessario per ricostruire la sequenza esatta degli eventi che hanno portato alla perdita di una vita così giovane.

Una ricostruzione in divenire

Mentre la magistratura raccoglie elementi, il quadro si definisce attraverso i rilievi tecnici e le testimonianze. L'episodio, che ha lasciato segni evidenti sul furgone coinvolto, si è consumato in un breve lasso di tempo, poco dopo lo svincolo di Volpiano in direzione Aosta. La violenza dello scontro ha proiettato fuori dall'abitacolo ciò che avrebbe dovuto proteggere la bimba, l'ovetto, rendendo vana ogni possibilità di sopravvivenza. Il racconto del quarantenne, che pure ammette il contatto, sarà ora confrontato con tutte le prove materiali reperite, dalle tracce di frenata ai danni sui veicoli, per comprendere se vi fossero margini per una reazione diversa o per un soccorso immediato.

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