Bimba morta sull'A5, le versioni contrastanti dell'autista del furgone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'indagine sulla morte di una bimba di pochi mesi, sbalzata dall'auto della madre sull'A5 a Volpiano lo scorso 6 dicembre, si concentra ora sulle dichiarazioni rese dal conducente del furgone coinvolto. L'uomo, la cui posizione è stata formalizzata nel registro degli indagati, ha fornito spontaneamente la sua versione dei fatti alle forze dell'ordine, ma le sue parole hanno sollevato più interrogativi di quanti ne abbiano risolti, presentando due ricostruzioni differenti. Dopo il tamponamento della vettura su cui viaggiavano la trentacinquenne e la neonata, infatti, l'autista non si sarebbe fermato a prestare soccorso, un fatto cruciale che le indagini, coordinate dalla procura di Ivrea, stanno cercando di chiarire nei minimi dettagli.

Dalla strada agli uffici: il racconto del cinghiale

Nella prima delle due versioni fornite, quella raccontata al suo datore di lavoro subito dopo l'accaduto, l'uomo avrebbe giustificato i danni al mezzo aziendale addossandone la responsabilità a un animale. "Ho avuto un incidente con un cinghiale", avrebbe dichiarato, tentando di spiegare così le ammaccature sul paraurti del furgone. Questa ricostruzione, però, si è rivelata ben presto traballante, venendo a scontrarsi con quanto emerso dalle prime verifiche investigative e, soprattutto, con il resoconto di alcuni testimoni che si trovavano sulla stessa tratta autostradale in quel drammatico frangente.

La testimonianza chiave e la mancata assistenza

Proprio le dichiarazioni di coloro che hanno assistito alla scena hanno infatti minato alla base la credibilità del racconto iniziale. Secondo quanto riferito, almeno due persone avrebbero visto il furgone accostare sulla corsia di emergenza in prossimità del luogo dell'impatto, per poi osservare l'autista scendere e ispezionare con calma i danni riportati dal proprio veicolo. Dopo questa verifica, compiuta senza che venisse allertato il soccorso o mostrata apparente preoccupazione per l'altra auto coinvolta, l'uomo sarebbe risalito a bordo e ripartito, allontanandosi dalla scena come se nulla di grave fosse accaduto. Un comportamento, questo, che stride platealmente con la gravità della dinamica, la quale ha visto la vettura tamponata finire contro le barriere new jersey spartitraffico.

La dinamica dello schianto e la ricerca del terzo veicolo

La collisione, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, ha avuto conseguenze tragiche e immediate. La piccola Lucia, che viaggiava sul suo seggiolino nella Fiat 500X condotta dalla madre Costanza, residenti entrambe a Quincinetto, è stata infatti proiettata fuori dall'abitacolo a causa della violenza dell'urto. La neonata, ancora agganciata al seggiolino, è stata quindi travolta da un altro veicolo in transito, il quale non si è fermato e risulta tuttora oggetto di attiva ricerca da parte della polizia stradale. Le operazioni di inchiesta proseguono dunque su un doppio binario, analizzando ogni minima discrepanza nelle parole dell'indagato e setacciando ogni prova utile a identificare il conducente del terzo mezzo, la cui fuga ha reso ancor più cupo l'epilogo di quella serata.

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