Nuova ondata di attacchi hacker filorussi contro i siti istituzionali italiani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si placa l’offensiva informatica dei gruppi hacker filorussi, che da giorni prendono di mira l’Italia con una serie di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), paralizzando i siti web di istituzioni e forze dell’ordine. Dopo i primi episodi di lunedì 17 febbraio, quando a finire nel mirino erano state banche e aziende di trasporto, oggi è toccato ai siti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, della Guardia di Finanza e ad alcuni sottodomini del Ministero dell’Interno. Gli hacker, appartenenti al gruppo NoName057(16), hanno rivendicato le azioni su Telegram, definendole una “punizione per l’Italia”, in risposta a quelle che considerano posizioni ostili del governo italiano nei confronti della Russia.

Il gruppo, noto per la sua attività di propaganda filorussa, ha compiuto un ulteriore salto di qualità aprendo un canale Telegram in lingua italiana. Qui, oltre a rivendicare gli attacchi, vengono pubblicati post che selezionano e commentano notizie politiche italiane, presentate come esempi di presunta avversione verso Mosca. Secondo gli esperti di Red Hot Cyber, questa mossa segna un’espansione della strategia comunicativa del gruppo, che ora punta a coinvolgere direttamente il pubblico italiano, cercando di ampliare la propria base di sostenitori.

Gli attacchi DDoS, tecniche che sovraccaricano i server di richieste fino a renderli inaccessibili, non sono nuovi nel panorama della cybercriminalità, ma la loro frequenza e intensità stanno crescendo in modo preoccupante. I bersagli scelti, tutti simboli dell’apparato statale, confermano l’intento di colpire non solo l’infrastruttura tecnologica, ma anche l’immagine e la stabilità delle istituzioni. Non è la prima volta che l’Italia viene presa di mira da gruppi hacker legati a Mosca, ma la persistenza e l’organizzazione di queste operazioni lasciano intravedere una strategia ben orchestrata, che va oltre il semplice atto dimostrativo.

Le autorità italiane, dal canto loro, non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’ultima ondata di attacchi, ma è probabile che siano già al lavoro per rafforzare le difese informatiche e tracciare gli autori delle incursioni. Intanto, il canale Telegram di NoName057(16) continua a diffondere messaggi, mescolando rivendicazioni tecniche a toni propagandistici, in un mix che sembra voler colpire tanto i server quanto l’opinione pubblica.

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