Italia nel mirino degli hacker filorussi: attacchi DDoS e propaganda su Telegram

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia è di nuovo nel mirino dei cybercriminali filorussi, con una serie di attacchi DDoS che hanno colpito siti istituzionali, militari e finanziari, rivendicati dal gruppo NoName057(16). Bruno Frattasi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), ha confermato che si tratta di una campagna ben orchestrata, che spesso coincide con interventi istituzionali di rilievo, come quelli del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Le offensive hanno anche una finalità propagandistica», ha spiegato Frattasi, sottolineando come l’obiettivo non sia solo destabilizzare, ma anche inquinare il dibattito pubblico.

Il salto di qualità è avvenuto ieri, quando il gruppo NoName057(16) ha lanciato un nuovo canale Telegram in lingua italiana, dedicato a diffondere notizie politiche selezionate per alimentare una narrativa di presunta ostilità italiana verso la Russia. Questo passaggio, come evidenziato da Red Hot Cyber, segna un’evoluzione nella strategia del collettivo, che ora punta a reclutare seguaci direttamente nel nostro paese.

Gli attacchi, definiti dai cybercriminali come “missili DDoS”, hanno preso di mira i siti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, della Guardia di Finanza e alcuni sottodomini del Ministero dell’Interno. Non è la prima volta che l’Italia viene colpita: già ieri, il gruppo aveva congestionato i servizi di trasporto locale e aereo, oltre a istituti bancari come Intesa San Paolo e Banca Monte dei Paschi di Siena, rendendoli inaccessibili agli utenti.

La scelta di colpire infrastrutture critiche e istituzioni non è casuale. Gli hacker filorussi, che operano in sintonia con le linee guida del Cremlino, mirano a creare disagio e a lanciare un messaggio politico, sfruttando la visibilità degli attacchi per amplificare la loro propaganda. Il nuovo canale Telegram, con post in italiano, è solo l’ultimo tassello di una strategia che punta a influenzare l’opinione pubblica, cercando di seminare divisioni e sfiducia nelle istituzioni.

Frattasi, da parte sua, ribadisce l’impegno dell’ACN nel contrastare queste minacce, ma sottolinea la complessità di un fenomeno che non si limita alla sola destabilizzazione tecnica. «Queste campagne hanno un duplice obiettivo: colpire le infrastrutture e condizionare il dibattito pubblico», ha dichiarato, evidenziando come la cybersicurezza sia ormai un fronte cruciale per la difesa nazionale.

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