Firenze si stringe attorno a Commisso, il 26 gennaio messa in Duomo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un minuto di silenzio, denso e carico di rispetto, ha attraversato oggi l'aula del consiglio comunale di Firenze, un gesto collettivo e sobrio per onorare la memoria di Rocco Commisso. Il presidente dell’assemblea cittadina, Cosimo Guccione, ne ha riassunto il senso profondo con parole nette, affermando che “la Fiorentina è Firenze e Firenze è la Fiorentina”, un legame simbiotico che il patron viola, scomparso il 16 gennaio, aveva incarnato e rinsaldato negli anni, diventando una figura di riferimento ben oltre i confini dello sport. La città, che lo ha visto lottare per il club con passione e concretezza, ne conserva un’immagine vivida, quella di un imprenditore tenace e al tempo stesso capace di una rara umanità, come hanno ricordato in tanti, dai rappresentanti istituzionali a chi lo ha incrociato nel mondo del calcio.

Un ultimo saludo nella cattedrale cittadina

La famiglia Commisso e la società della Fiorentina hanno diramato una nota congiunta per annunciare che lunedì 26 gennaio, alle ore 18, nel Duomo di Firenze, verrà celebrata una messa di suffragio. A presiederla sarà il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, in quella cattedrale di Santa Maria del Fiore che è cuore simbolico e religioso della comunità. L’iniziativa, si legge, vuole essere un momento aperto a tifosi e cittadini, un’occasione per stringersi attorno ai familiari in queste ore di dolore e per rendere omaggio, tutti insieme, a una figura che ha saputo creare un legame profondo con la città e con i suoi colori. Sarà questa, nelle intenzioni degli organizzatori, una cerimonia civile oltre che religiosa, un passaggio collettivo per elaborare il lutto e riconoscere un’eredità che rimarrà indelebile.

Il ricordo oltre i confini dello sport

Le testimonianze su Commisso, nel frattempo, continuano a dipingere il ritratto di un uomo complesso, diretta emanazione di un carattere vulcanico ma mai distante dalla gente. Gianpaolo Calvarese, ex arbitro di Serie A, lo ha definito “un gigante a livello umano”, raccontando aneddoti di una relazione fatta di incontri, alcuni belli e altri meno, ma sempre caratterizzati da una schiettezza disarmante. “Lui si arrabbiava anche con il Pradè di turno quando mi tirava le orecchie – ha rivelato Calvarese –. Gli interessava poco l’arbitraggio, pensava solo allo sport, quello vero”. Una passione che era il motore di ogni sua azione, vissuta senza filtri e con una dedizione totale, che i tifosi hanno percepito e ricambiato negli anni, vedendo in lui non solo un proprietario ma un vero e proprio punto di riferimento.

I funerali a New York e un legame che resta

Mentre Firenze si prepara a questo commiato pubblico, le esequie private del presidente si svolgeranno, come reso noto, mercoledì a New York, e saranno trasmesse in diretta streaming per permettere a chiunque, in ogni parte del mondo, di partecipare idealmente al momento del distacco. Un duplice rito, dunque, che segna geograficamente la doppia anima di Commisso, imprenditore di successo negli Stati Uniti e “patron” amatissimo in Italia, ma che soprattutto ne sottolinea la capacità di unire luoghi e persone sotto un unico sentimento. La sua scomparsa non è solo la perdita del presidente di una società di calcio; è l’addio a un pezzo della storia recente di Firenze, a un uomo che, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, ha lasciato un segno tangibile, fatto di progetti, di sfide e di un attaccamento viscerale alla maglia viola.

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