L'Argentina si ribella alla riforma ultra-liberale del presidente Milei
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Redazione Esteri
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L'Argentina è in fermento. Mentre il presidente ultra-liberale Javier Milei partecipava al G7 in Puglia, il popolo argentino ha preso d'assalto le strade della capitale per protestare contro la riforma dello Stato della Ley Bases, nota come la "legge omnibus".
La protesta
Migliaia di persone, tra cui sindacalisti, politici di sinistra, studenti, insegnanti, artisti e anche funzionari pubblici e dipendenti del settore privato, hanno iniziato a manifestare dalle 9 del mattino. Il loro obiettivo era denunciare la liberalizzazione dell'economia e i drastici tagli alla spesa pubblica previsti da questa riforma, che è stata approvata dai senatori dopo dodici ore di dibattito.
La legge omnibus
La cosiddetta Ley Bases è uno dei pilastri del progetto politico di Milei. L'articolo 1 dichiara l'emergenza pubblica per un anno in materia amministrativa, economica, finanziaria ed energetica, permettendo all'Esecutivo di arrogarsi poteri speciali in questi settori. In particolare, il governo potrà prendere il controllo della maggior parte degli enti autarchici dello stato per poterli smantellare, e avviare la privatizzazione di otto aziende pubbliche, tra cui l'intero sistema ferroviario e la gestione della rete idrica nazionale.
Le conseguenze della riforma
Dopo sei mesi di governo, il sogno ultra-liberista del presidente Javier Milei sembra quasi realizzato: la Ley Bases, in discussione alla Camera dei Deputati dopo aver ricevuto il via libera dal Senato, è il primo disegno di legge che il presidente riesce a fare approvare. Il testo finale contiene 232 articoli dei 660 iniziali ed è una versione ridotta della cosiddetta Ley Omnibus che Milei aveva presentato al Congresso all'inizio dell'anno. Questa legge prevede concessioni e benefici fiscali alle grandi imprese, privatizzazioni e flessibilità sul lavoro.
La risposta del popolo
Il popolo argentino, tuttavia, non sembra disposto ad accettare passivamente queste riforme. Le proteste di oggi sono solo l'ultimo esempio di una resistenza sempre più forte e determinata. Il futuro dell'Argentina è ancora incerto, ma una cosa è chiara: il popolo argentino è pronto a lottare per la sua democrazia.




