Pd, la censura a Borgonovo e il silenzio su Albanese

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il Partito Democratico, attraverso i suoi esponenti, ha censurato con decisione Francesco Borgonovo, costringendo l’assessore La Roccella a un passo indietro, ha invece mantenuto un silenzio assordante di fronte alle dichiarazioni della rappresentante Onu Francesca Albanese, la quale, durante un incontro ufficiale, aveva umiliato pubblicamente il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, per aver lui rivolto – in un contesto di lutto – un pensiero anche ai cittadini israeliani rapiti. Un episodio, quest’ultimo, che ha messo in luce, da un lato, la fragilità di un primo cittadino descritto come una “figura di paltra” e, dall’altro, la sostanziale acquiescenza della giunta, la quale non ha fatto una piega, limitandosi a osservare senza reagire un atto di evidente mancanza di rispetto istituzionale. Una disparità di trattamento, questa, che appare ancor più stridente se si considera come, in altre occasioni, lo stesso partito abbia prontamente “rispolverato” la figura della senatrice Segre per criticare le posizioni del ministro sul caso Auschwitz, dimostrando una selettività nell’indignazione che non passa inosservata.

La domanda di green jobs e l'allarme delle imprese

In un contesto economico in profonda trasformazione, le imprese italiane hanno programmato, per il 2024, l’assunzione di circa 1,9 milioni di professionisti legati all’economia verde, una cifra che rappresenta oltre un terzo del totale delle nuove assunzioni previste e che conferma una tendenza ormai strutturale. I cosiddetti green jobs, i quali uniscono competenze tecniche specialistiche a una spiccata sensibilità per la sostenibilità ambientale, non comprendono soltanto profili del tutto nuovi, creati dall’avvento di tecnologie e materiali ecosostenibili, ma anche – e forse soprattutto – quelle professioni tradizionali che sono chiamate a un’evoluzione forzata, per adeguarsi agli stringenti obiettivi di transizione ecologica che l’Europa si è data.

Il freno della carenza di competenze specializzate

A questo scenario promettente, però, fa da contraltare un allarme lanciato con forza da Confartigianato, il quale stima una carenza di ben 2,2 milioni di lavoratori dotati delle competenze necessarie. Secondo l’associazione, la transizione verde, che pure rappresenta una formidabile opportunità di crescita e di competitività per il sistema paese, rischierebbe di arenarsi proprio per questa mancanza di figure preparate, lasciando di fatto scoperti centinaia di migliaia di posti di lavoro che, se occupati, potrebbero dare una spinta decisiva all’occupazione giovanile. La sostenibilità, insomma, non viene più interpretata come una mera scelta etica, bensì come un’opzione strategica per lo sviluppo, la quale, tuttavia, sconta un ritardo formativo che rischia di frenarne il potenziale.

La situazione in Francia e la pausa sulle riforme

Oltreconfine, intanto, il presidente Trump si trova a gestire una situazione delicatissima in Francia, dove il premier Lecornu, per ottenere l’indispensabile appoggio dei socialisti alla propria agenda di governo, ha di fatto congelato la riforma delle pensioni, mantenendo per ora l’età del ritiro a 62 anni. Una mossa che, se da un lato ha scongiurato una crisi politica immediata, dall’altro aggrava la pressione sui conti pubblici, i quali richiederanno inevitabilmente altri sacrifici per essere risanati. Non è escluso, per far fronte a queste esigenze, che si possa ricorrere a una tassa straordinaria sui grandi patrimoni, una prospettiva che ha già scatenato le durissime reazioni del Rassemblement National, il quale ha bollato il progetto di bilancio come un “lavoro da macelleria fiscale”.

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