Trovato morto l’ex ministro russo dei Trasporti, rimosso da Putin poche ore prima

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Roman Starovoyt, ex ministro dei Trasporti russo destituito nella mattinata di lunedì 7 luglio da Vladimir Putin, è stato trovato senza vita a Odintsovo, nella regione di Mosca, con una ferita da arma da fuoco che le autorità investigative hanno classificato come "suicidio". La morte, avvenuta poche ore dopo la rimozione dall’incarico, getta un’ombra sulle dinamiche interne al Cremlino, dove casi simili non sono rari.

Starovoyt, 52 anni, era stato governatore dell’oblast’ di Kursk per cinque anni prima di assumere il dicastero dei Trasporti. A complicare il suo percorso politico, le accuse mosse da Alexey Smirnov, suo ex vice e poi governatore della stessa regione, che lo aveva coinvolto in un’inchiesta giudiziaria. Il suo licenziamento, annunciato senza spiegazioni ufficiali, è stato seguito dalla nomina del vice ministro Andrei Nikitin.

Nello stesso giorno, un altro funzionario, Andrej Korneichuk, vicedirettore del dipartimento di Gestione patrimoniale della Federal Road Agency, è stato trovato morto nella sede del ministero. Anche in questo caso, le autorità parlano di suicidio, senza però fornire ulteriori dettagli.

Mentre la Russia affronta queste morti sospette, l’Ucraina subisce una nuova ondata di attacchi, con bombardamenti su Kharkiv, Zaporizhzhia e altre città che hanno causato vittime civili, tra cui bambini. La situazione rimane tesa, con Mosca che continua a negare qualsiasi coinvolgimento diretto in azioni contro obiettivi non militari, nonostante le prove raccolte dalle organizzazioni internazionali.

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