Il risiko delle banche e l’estate calda di piazza Affari

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Le voci, che da qualche giorno circolano insistenti negli ambienti finanziari milanesi, descrivono uno scenario in cui le traiettorie professionali di Alessandro Melzi d’Eril potrebbero allontanarsi da quelle di Mediobanca, nonostante a quanto risulta a Il Giornale l’attuale amministratore delegato di Piazzetta Cuccia risulti ancora pienamente coinvolto nella pianificazione strategica per i prossimi mesi. ilgiornaleditalia +3

Queste indiscrezioni sul suo possibile addio emergono in una congiuntura particolarmente delicata per l’istituto guidato da Vittorio Grilli, segnata dalla decisione della capogruppo Mps di premere con decisione sull’acceleratore in vista del delisting della banca d’affari milanese, un’operazione che, in un contesto di fusioni imminenti, ridisegnerebbe inevitabilmente gli equilibri di potere al suo interno. ilsole24ore +3

La situazione, complessa e fluida, lascia intendere che mentre l’ad della banca d’investimento è ancora al suo posto, la sua poltrona, in attesa della ridefinizione dei ruoli nel nuovo gruppo derivante dalla fusione, sia tutt’altro che blindata. repubblica +3

Il cantiere Mps-Banco Bpm e l’effetto domino su Mediobanca

Se inizialmente tutta l’attenzione era concentrata sull’OPAS di Mps su Mediobanca, oggi il dibattito si è spostato più a nord, in quella piazza Meda dove siede il ceo Giuseppe Castagna.

La sua promessa di "aspettare e vedere cosa è disposta a fare l’altra controparte", fatta in occasione della trimestrale di maggio, sembra aver trovato una risposta chiara nelle recenti dichiarazioni del numero uno di Rocca Salimbeni, Luigi Lovaglio, che ormai da qualche giorno ripete un mantra secondo cui "tutte le strade portano a Siena". repubblica +3

Tra i due istituti, dunque, si discute di un possibile matrimonio molto più seriamente rispetto a un mese fa, quando il tema dominante era invece la possibile scalata di Crédit Agricole all’ex popolare milanese, una minaccia che ora pare essersi trasformata in un’opportunità di accordo industriale. lanazione +3

Lo schema della “dote” ai francesi

La storia, si sa, tende a ripetersi e il mondo della finanza non fa eccezione: per comprendere la possibile struttura dell’affare tra Mps e Banco Bpm, molti analisti guardano al precedente del 2007, quando la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo di Torino fu completata solo dopo la cessione di un cospicuo pacchetto di filiali al Crédit Agricole. casertasette +3

Allora, quella mossa permise di liquidare la banca francese che, con il 18%, era azionista di riferimento dell’istituto torinese; oggi, con i francesi che detengono una fetta importante del capitale di Banco Bpm, si sta ipotizzando una strategia simile.

Secondo le ricostruzioni delle banche d’affari, la fusione Mps-Bpm è subordinata a una compensazione industriale per l’istituto guidato da Crédit Agricole, che vedrebbe diluire la propria quota fino a circa il 6,5% nel nuovo colosso. ilsole24ore +3

Sul tavolo delle trattative, quindi, finirebbe una "dote" composta da circa 300 filiali situate nelle aree dove le reti si sovrappongono, principalmente in Veneto, insieme all’estensione di partnership già rodate nel credito al consumo e nel risparmio gestito. ilsole24ore +3

La posizione di Unipol e gli scenari operativi

Nel frattempo, ai margini di questo risiko, interviene con una battuta, forse la più significativa del giorno, il presidente del gruppo Unipol, Carlo Cimbri.

Interpellato proprio sulle dichiarazioni di Lovaglio rilasciate dal palco del congresso Uilca di Venezia, l’azionista di riferimento si è limitato a osservare che se è stato Lovaglio a dirlo, "evidentemente sarà così", un commento che, per la sua autorevolezza, aggiunge ulteriore concretezza alle attese di mercato. casertaweb +3

Sullo sfondo resta l’operazione di integrazione tra Mps e Mediobanca, procede spedita con l’obiettivo di completare il delisting entro l’autunno, creando quella che il presidente Grilli e Lovaglio immaginano come una sorta di "Jp Morgan italiana", capace di racchiudere sotto lo stesso tetto la banca commerciale, il credito al consumo di Compass e l’investment banking. ilsole24ore +3

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