West Nile, contagi in forte aumento in Lombardia e in Italia: i casi salgono a 226 in due settimane
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Redazione Salute
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L’allarme sanitario legato al West Nile Virus non accenna a diminuire, anzi. In Lombardia, nel giro di appena due settimane, i casi di infezione sono più che raddoppiati, e la tendenza al rialzo, come confermano i dati nazionali, non riguarda soltanto la regione. A livello nazionale, secondo l’ultimo report di sorveglianza dei casi umani pubblicato dall’Istituto superiore di sanità, al 13 agosto sono stati segnalati complessivamente 226 casi confermati di infezione da West Nile Virus, contro i 141 del report precedente, datato 6 agosto.
Un incremento significativo, che ha spinto le autorità sanitarie a mantenere alta l’attenzione e a intensificare le misure di prevenzione, mentre i focolai si moltiplicano sul territorio italiano.
L’impatto in Lombardia e il quadro nazionale
La regione Lombardia, in particolare, sta vivendo una fase critica: quasi tutti i nuovi contagi registrati sono di tipo autoctono, a conferma della circolazione attiva del virus veicolato dalle zanzare. Il dato lombardo, seppur non dettagliato nella ripartizione regionale del bollettino, rispecchia una tendenza che ormai coinvolge l’intera penisola. L’Istituto superiore di sanità, attraverso il suo sistema di sorveglianza integrata, monitora costantemente l’evoluzione dell’epidemia.
I numeri parlano chiaro: 85 casi in più nell’arco di sette giorni, un’accelerazione che ha indotto i dipartimenti di prevenzione a potenziare gli interventi di disinfestazione e le campagne di informazione, in particolare nelle aree a maggior rischio. I 226 casi totali rappresentano un dato destinato a salire, considerato che il periodo di massima incidenza del virus coincide con i mesi di fine estate, quando le temperature elevate favoriscono la proliferazione delle zanzare vettori.
Il nuovo caso a Guidonia Montecelio: scattano le procedure di profilassi
L’attenzione si concentra anche sul Lazio, dove la ASL Roma 5 ha comunicato la conferma di un nuovo caso di infezione da West Nile Virus a carico di un residente di Guidonia Montecelio, comune in provincia di Roma. La notizia ha immediatamente attivato le procedure straordinarie previste dal Piano Nazionale Arbovirosi, con interventi di disinfestazione mirati e l’applicazione di misure profilattiche sul territorio. I protocolli in questi casi prevedono, oltre alla disinfestazione adulticida e larvicida, anche un’intensa attività di informazione alla popolazione.
Le autorità sanitarie raccomandano di prestare attenzione ai sintomi: febbre oltre i 38,5°C, dolori muscolari, forte mal di testa e, nei casi più gravi, confusione mentale o sonnolenza. La comparsa di questi segnali deve spingere a un consulto medico immediato, soprattutto nelle persone anziane o con patologie pregresse.
Il primo decesso del 2026 in Veneto
Il bilancio delle vittime segna purtroppo il primo decesso del 2026 in Veneto. A perderci la vita è stato un uomo di 84 anni residente a Presina di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova. L’uomo, che secondo quanto riferito già soffriva di diverse patologie, è deceduto domenica 16 agosto all’ospedale di Cittadella, dove era stato ricoverato il 7 agosto dopo essersi sentito male il giorno precedente. Inizialmente ricoverato nel reparto di Medicina, le sue condizioni sono poi peggiorate, con il successivo trasferimento in Neurologia.
La conferma dell’infezione e delle cause del decesso sono arrivate in seguito agli esami diagnostici. A darne notizia è stato Luca Sbrogiò, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 6 Euganea, sottolineando come si tratti di un caso isolato ma che impone una riflessione sulla fragilità delle fasce più anziane della popolazione. La vittima, Lorenzo Corradin, aveva 84 anni e per quarant’anni era stato modellista per un’azienda di alta sartoria e moda, la «Belvest», specializzata in abbigliamento di lusso prêt-à-porter e su misura.
I sintomi e le raccomandazioni per la popolazione
Il West Nile Virus, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette, nella maggior parte dei casi decorre in modo asintomatico o con sintomi lievi. Tuttavia, in circa l’1% dei contagiati, l’infezione può manifestarsi in forma neuro-invasiva, colpendo il sistema nervoso centrale con conseguenze talvolta letali, come nel caso dell’anziano veneto. L’avviso sanitario, diffuso a livello nazionale, invita la popolazione a non sottovalutare i campanelli d’allarme.
Oltre alla febbre alta e ai dolori muscolari, segnali di particolare preoccupazione sono la rigidità nucale, la fotofobia e lo stato confusionale. Le autorità sanitarie locali e l’Istituto superiore di sanità ricordano l’importanza delle misure di prevenzione individuale: l’uso di repellenti, di zanzariere e l’eliminazione dei ristagni d’acqua, che rappresentano i potenziali focolai di riproduzione degli insetti.
Il monitoraggio epidemiologico proseguirà nelle prossime settimane, mentre le strutture ospedaliere restano allerta per gestire eventuali nuovi casi, consapevoli che il picco stagionale potrebbe non essere stato ancora raggiunto.
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