Libertà per alcuni studenti rapiti in Nigeria, il Papa denuncia la piaga dei sequestri
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Redazione Esteri
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Circa novanta degli oltre trecento studenti cattolici, rapiti nella notte tra giovedì e venerdì dalla scuola St. Mary's, nella remota comunità di Papiri, nel nord della Nigeria, hanno ritrovato la libertà. La notizia, seppur parziale, rappresenta un raggio di luce in una vicenda che ha gettato nel panico intere famiglie, come riferito dall'Associazione cristiana locale la quale, pur parlando di "buone notizie in mezzo al dolore", non nasconde l'angoscia per coloro che rimangono nelle mani dei sequestratori. La dinamica della liberazione, stando alle prime ricostruzioni, si è articolata in due momenti distinti: mentre una parte degli alunni è stata recuperata dall'intervento delle forze di sicurezza nigeriane, un altro gruppo ha dovuto contare esclusivamente sul proprio coraggio per riconquistare la libertà.
La fuga durante un momento di disattenzione
Ben cinquanta giovani, infatti, sono riusciti a fuggire approfittando di un varco nella sorveglianza dei loro carcerieri, un'azione che si è consumata tra il venerdì e il sabato successivi al plagio. L'Associazione cristiana della Nigeria ha diffuso un comunicato per confermare l'avvenuta fuga, specificando che i ragazzi hanno già potuto ricongiungersi con le proprie famiglie, sebbene molti di loro mostrino i segni, non solo psicologici, di un'esperienza tanto traumatica. Questi episodi, che si inseriscono in un contesto nazionale già segnato da un'endemica instabilità, evidenziano la spregiudicatezza della criminalità organizzata, la quale ha progressivamente innalzato il livello degli assalti, mirati principalmente a ottenere lauti riscatti.
L'appello commosso del Pontefice
Proprio la recrudescenza di tali azioni delittuose ha spinto Papa Leone XIV a elevare un accorato appello durante la preghiera dell'Angelus, denunciando con voce visibilmente commossa i continui rapimenti che colpiscono i cristiani in Nigeria e nelle nazioni limitrofe come il Camerun. "Ho appreso con immensa tristezza le notizie dei rapimenti di sacerdoti, fedeli e studenti – ha dichiarato il Pontefice – sento forte il dolore soprattutto per i tanti ragazzi e ragazze sequestrati e per le loro famiglie angosciate". Le sue parole, che hanno rivolto un pensiero particolare ai giovanissimi, si sono concentrate sulla richiesta di una liberazione immediata per tutti gli ostaggi, senza aggiungere commenti politici ma limitandosi a esprimere una vicinanza puramente spirituale e umana.
Il rilascio dei fedeli a Eruku
Parallelamente al caso della scuola, si è registrato un altro sviluppo positivo in un diverso angolo del paese, dove il presidente nigeriano Bola Tinubu ha annunciato il rilascio di tutti i 38 fedeli cristiani rapiti a Eruku, nello stato di Kwara. Queste persone erano state catturate pochi giorni prima durante un assalto armato a una filiale della Chiesa apostolica di Cristo, un atto che aveva ulteriormente inasprito il clima di tensione. Tinubu, il quale ha assicurato di monitorare con attenzione l'evolversi della situazione sicurezza a livello nazionale, ha ribadito attraverso un portavoce l'impegno del suo governo a garantire la protezione dei cittadini, un compito che si presenta tutt'altro che semplice dinanzi a una crisi così radicata e complessa.




