Offerta inadeguata: il patto Mediobanca respinge la proposta di Monte Paschi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
I soci storici di Mediobanca, riuniti nel cosiddetto patto di consultazione, hanno respinto l’offerta di scambio avanzata dal Monte dei Paschi di Siena (Mps) lo scorso 24 gennaio, definendola «inadeguata». La decisione, presa durante l’assemblea di Piazzetta Cuccia, rappresenta un netto schieramento a fianco del consiglio di amministrazione dell’istituto, che aveva già bocciato la proposta con toni duri. Il patto, che raggruppa l’11,87% del capitale e include nomi di spicco come Mediolanum della famiglia Doris, i Gavio e i Pecci, ha preso atto delle valutazioni tecniche ed economiche, condividendole senza riserve.
L’offerta, sostenuta dal governo e vista come un tentativo di rafforzare il controllo statale su Mediobanca, è stata giudicata troppo bassa e non allineata al valore reale della banca fondata da Enrico Cuccia. La posizione del patto, che rappresenta una sorta di salotto finanziario in versione moderna, segna una netta presa di distanza dalle pressioni filogovernative, evidenziando come gli interessi dei soci storici non coincidano con quelli politici.
Nel frattempo, il patto si è rafforzato con l’ingresso di due nuovi imprenditori: Federico Falck e Alberto Aspesi. L’arrivo di queste figure, che portano con sé un’esperienza consolidata nel panorama industriale italiano, rappresenta una mossa strategica per bilanciare la riduzione della presenza del gruppo Gavio e consolidare ulteriormente la struttura del patto. Questo ampliamento, oltre a dare maggiore stabilità interna, sembra voler mandare un messaggio chiaro a Mps e al governo: Mediobanca intende mantenere la propria autonomia e il proprio ruolo nel sistema finanziario italiano.




