Mediobanca respinge l'offerta di Monte Paschi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca ha respinto l'offerta pubblica di scambio (OPS) da 13,3 miliardi di euro lanciata da Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), definendola "ostile" e priva di razionale industriale e finanziario. L'offerta, che prevedeva lo scambio di 2,3 azioni MPS per ogni titolo Mediobanca, con un premio del 5,03% sul prezzo di Borsa del 23 gennaio, è stata giudicata contraria agli interessi di Mediobanca e distruttiva di valore.

Secondo il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, l'aggregazione con MPS non consentirebbe risparmi sui costi e comporterebbe la perdita di clienti e banchieri, pregiudicando l'identità e il profilo di business dell'istituto, oggi focalizzato su segmenti di attività a elevato valore aggiunto e con evidenti traiettorie di crescita. La decisione finale spetterà all'assemblea dei soci di Piazzetta Cuccia, ma il consiglio ha già espresso chiaramente la propria posizione.

L'offerta di MPS mirava a creare un unico gruppo bancario con oltre 6 milioni di clienti, combinando il credito con le attività di consulenza e gestione del risparmio. Tuttavia, Mediobanca ha sottolineato che l'operazione non è stata concordata e che l'OPS è da ritenersi ostile. La banca senese, sotto assedio e soggetta alla passivity rule, ha lanciato l'offerta lunedì mattina, ma ha incontrato una ferma opposizione da parte di Mediobanca.

Il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha ribadito che l'offerta di MPS non ha valenza industriale e finanziaria, e che l'aggregazione proposta non porterebbe benefici significativi. Al contrario, l'operazione comporterebbe rischi e incertezze, mettendo a repentaglio la stabilità e la crescita di Mediobanca.

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