Mediobanca boccia l’offerta del Monte dei Paschi: "Ostile e inadeguata"
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha respinto con decisione l’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata dal Monte dei Paschi di Siena, definendola «ostile e non concordata», oltre che «priva di razionale industriale». La valutazione, già anticipata nelle scorse settimane, è stata formalizzata ieri in un documento di 118 pagine, sintetizzato in un comunicato che non lascia spazio a interpretazioni: il corrispettivo offerto è giudicato «non congruo e del tutto inadeguato», con uno sconto del 32% rispetto alla media del rapporto di scambio stimato dallo stesso cda di Mediobanca.
L’operazione, che prenderà il via lunedì 14 luglio per concludersi a settembre, prevede lo scambio di 2,53 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca. Una proposta che, secondo la banca di Piazzetta Cuccia, non solo non apporta vantaggi agli azionisti, ma risulta svantaggiosa sotto il profilo strategico. Nonostante l’astensione di Sabrina Pucci, rappresentante di Delfin, e il voto contrario di Sandro Panizza, il verdetto è unanime nel rigetto.
Lo scontro, che tiene banco nel panorama finanziario italiano insieme all’acquisizione di Banco Bpm da parte di Unicredit, riflette tensioni che vanno oltre la semplice valutazione tecnica. L’Ops del Monte, infatti, è stata percepita come una mossa aggressiva, priva di quel dialogo preliminare che di solito accompagna operazioni di questa portata. E mentre Banca Ifis e Bper registrano un momento positivo, l’attenzione resta concentrata sull’esito dell’offerta, il cui successo appare sempre più incerto.
Il comunicato di Mediobanca, asciutto e senza giri di parole, ribadisce concetti già espressi quando Siena ha annunciato la scalata: l’assenza di convenienza economica, la mancanza di sinergie industriali e un prezzo ritenuto ingiustificato. Elementi che, sommati, rendono l’offerta non solo indesiderata, ma anche difficilmente praticabile. Resta da vedere se gli azionisti di Mediobanca, chiamati a decidere nelle prossime settimane, seguiranno la linea tracciata dal cda o se, nonostante le perplessità, opteranno per un cambio di scenario.




